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Napoli – La legge del mercato è senza cuore. E a farne le spese questa volta sono gli emigranti, originari del sud Italia, che vivono al nord per lavoro. Il motivo è quello dei costi elevatissimi per tornare al sud durante le festività natalizie per passare almeno questi momenti insieme alla propria famiglia che si è dovuta lasciare forzosamente per poter provare a costruirsi un futuro. Da settimane infatti è scoppiata la polemica perché nel periodo natalizio, grazie alle sopracitate leggi del mercato, è più economico volare da Milano a New York che arrivare a Reggio Calabria. Ecco che allora i terroni si organizzano da soli: un bus partirà da Milano il giorno 20 dicembre (probabilmente alle 19) con tappe Napoli – Cosenza – Catania. E’ l’iniziativa lanciata da Stefano, autore della pagina facebook “Un terrone a Milano”.

Tutto comincia due settimane fa quando sulla pagina di “Un Terrone a Milano” Stefano, un ragazzo di 25 anni di Salerno, che studia comunicazione digitale, pubblica una lettera rivolta a Trenitalia, a Ryanair e alla politica italiana. “Qui è un semplice terrone a Milano che vi scrive, ma lo fa con il cuore in mano e a nome di tutti quelli come lui. Non siamo stupidi, siamo ben consapevoli che l’economia si fondi sulla legge della domanda e dell’offerta e che siamo davvero in tantissimi a voler tornare a casa per le feste. Però, non pensate che sia poco carino lucrare sul nostro affetto, sulla nostra nostalgia, sul nostro bisogno di passare un semplice Natale in famiglia? Non fraintendeteci, non vogliamo fare polemica con voi, anche perché sarebbe del tutto inutile. No! Noi vogliamo farvi una semplice e gentile richiesta: non fateci spiegare a nonna che non potremo passare la sera della vigilia giocando a carte con lei perché il biglietto costa troppo; non fateci spiegare a mamma che non potremo apparecchiare la tavola per il cenone perché il biglietto costa troppo; non fateci dire a papà che dovrà guardare “Una poltrona per due” da solo perché il biglietto costa troppo. Fateci tornare a casa a un costo decente, per favore!”.

Qui il potere dei social va in funzione e la lettera è condivisa migliaia e migliaia di volte e diventa virale. A questo punto Stefano viene contattato da un’azienda di Autobus che gli propone di noleggiare un suo mezzo e riempirlo con tutti i terroni che vogliono tornare a casa a prezzi umani. 87 posti per un vero viaggio della speranza. Stefano è felicissimo e procede nell’organizzazione “Grazie all’azienda che ha fornito il pullman e agli altri sponsor, si potrà risparmiare anche il 50 per cento” e inoltre, aggiunge, verranno forniti anche alcuni biglietti “sospesi”, come i caffe che si regalano a Napoli per chi non ne ha la possibilità. Stefano però si mostra anche molto lucido riconoscendo che questa volta è andata bene così, ma il problema è tutt’altro che risolto. “Non mi aspetto che lo Stato ci paghi i biglietti o che faccia delle tariffe particolari solo per noi, ma sarebbe bello che in un paese diviso in due come il nostro, fossero messe in atto delle iniziative volte a favorire i trasporti interni”.

Purtroppo però le richieste di Stefano difficilmente avranno risposta visto che Trenitalia corre sempre più sui binari delle privatizzazioni. E il soldi non guardano in faccia nessuno, figuriamoci le esigenze delle persone.