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Che bella comitiva oggi ha dato il suo sostegno a Sandro Ruotolo, candidato di Pd e Dema alle suppletive al Senato in programma a Napoli. In questa bella foto, oltre a Ruotolo e alla coordinatrice napoletana di Italia viva, Graziella Pagano, spunta anche Michel Di Prisco, personaggio ben noto a chi si occupa delle vicende politiche partenopee e non solo.

Michel Di Prisco finì sotto i riflettori dei media nazionali nel 2011, in occasione delle indimenticabili primarie del Pd che videro Andrea Cozzolino e Umberto Ranieri contendersi la candidatura a sindaco. Di Prisco fu tra i protagonisti principali delle polemiche che portarono all’annullamento delle primarie stesse, tra mille veleni e accuse incrociate. Nel 2017, inoltre, il quotidiano “la Repubblica” pubblicò un video che ritraeva le frenetiche fasi dell’ultimo giorno utile per il tesseramento al partito nel quartiere Miano, zona nord di Napoli. “Dovete portare tessera e codice fiscale, i 10 euro ve li danno loro”, diceva nel video una donna all’esterno della sede di un’associazione a chi chiede come ci si deve muovere per tesserarsi al Pd. Un’amica aggiunge: “I 10 euro ve li darà Michel all’interno, se la vede lui”.

I cronisti individuarono in Michel Di Prisco il personaggio citato nel video. Nel corso di un’altra conversazione, catturata da telecamere e microfoni nascosti, si sentiva una donna che spiegava in cosa, secondo lei, consisteva il tesseramento: “Diciamo che diventiamo dipendenti del partito per Michel, nostro consigliere di quartiere. Dobbiamo mettere una firma per far vedere che facciamo parte del partito per farlo salire un’altra volta a lui quando ci stanno le elezioni”. Il video scatenò una vera e propria bufera politica, con i massimi esponenti del Pd nazionale in enorme imbarazzo.

Di Prisco, in quei giorni, rilasciò al Corriere della Sera una intervista memorabile: “Ma quale sarebbe l’episodio contestato?”, disse Michel, “Il fatto che qualche amico dice che la tessera la fa per me? Cosa c’è di male se fanno la tessera per me? Ma per chi altro allora? Ma chi lo conosce Matteo Renzi a Miano? Sfido chiunque, mi devono dimostrare che le tessere non si fanno per amicizia, vicinanza politica con qualcuno. Noi siamo gente semplice, questo è popolino, io sono una persona perbene che aiuta chi ne ha bisogno. E se qualche amico mi chiede di farsi la tessera che faccio, lo rispedisco a casa?”.