Rifiuti selvaggi, Napoli Est sotto assedio: i vigili multano 25 incivili

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Napoli – Dopo la raffica di controlli tra il centro e il Vomero, la lotta agli sversamenti selvaggi di rifiuti si sposta a Napoli Est. In campo ancora una volta gli agenti della Polizia Municipale di Napoli dell’Unità Operativa Vomero guidata dal Capitano Gaetano Frattini e dell’Unità Operativa Tutela Ambientale guidata dal Capitano Enrico del Gaudio.
A seguito di numerose segnalazioni in cui veniva comunicato che in via Bartolo Longo, nel quartiere Ponticelli, avvenivano numerosi sversamenti di rifiuti nei pressi dei cassonetti lì ubicati da parte di cittadini, residenti anche in altri comuni, che a bordo dei propri veicoli si fermavano e gettavano i rifiuti nei contenitori, creando in quella zona una vera e propria discarica a cielo aperto.
Gli agenti in abiti civili hanno dunque pattugliato la zona di via Bartolo Longo a confine con il comune di San Giorgio a Cremano ed hanno fermato e verbalizzato 25 utenti per il conferimento dei rifiuti solidi urbani fuori dagli orari consentiti. Nella maggior parte dei casi si trattava di persone che uscite dalle abitazioni, a bordo del proprio veicolo, si recavano a lavoro o a fare la spesa e si fermavano lungo la strada per sversare i rifiuti nei cassonetti. Molti trasgressori risultavano residenti nel vicino comune di San Giorgio a Cremano o Cercola, i quali per ovviare alla raccolta differenziata gettavano, comodamente, i rifiuti in maniera indifferenziata nei cassonetti del vicino comune di Napoli dove ancora deve partire la raccolta porta a porta.
Addirittura un utente a bordo di un motoveicolo, senza casco, veniva intercettato mentre gettava una busta di rifiuti nei cassonetti. Lo stesso veniva fermato e sanzionato per lo sversamento dei rifiuti, la guida senza casco ed omessa revisione del veicolo con relativo fermo amministrativo del motoveicolo.
La sanzione per i verbali elevati varia da euro 50 a 500 euro in base al peso delle buste dei rifiuti. Veniva sanzionato anche il titolare di un’attività commerciale perché poneva in commercio buste nere non trasparenti né tantomeno compostabili o biodegradabili.