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NAPOLI – La parola d’ordine era quella di far passare con meno danni possibile la tempesta. Ma far passare quasi sottotraccia un ciclone di nome Matteo Salvini a Napoli si è rivelata una missione impossibile. 

Chi ha rotto gli argini, appena 24 ore dopo lo show in piazza Nazionale del leader della Lega con il candidato sindaco Catello Maresca, è stato Riccardo Guarino, leader di “Rinascimento Partenopeo”, una delle civiche che appoggia l’ex pm della Dda ma che, evidentemente, proprio non vuole prendere atto di stare dalla stessa parte del Carroccio.

Oggi, subito dopo la riunione che ha tenuto con il coordinatore delle liste, Nicola Mercurio, e altre 7 sigle, Guarino ha sbottato così: “Se Salvini vuole sostenere Catello Maresca, che ben venga. Ma non sarà il nostro riferimento né il riferimento dei napoletani. Il civismo deve rimanere centrale nel progetto riformatore di Napoli”, si legge in una nota a sua firma.

Nota, che ha avuto immeditamente due effetti: ha fatto andare su tutte le furie lo stato maggiore napoletano della Lega. E ha messo in evidente imbarazzo gli uomini più vicini a Maresca che, da ieri, erano impegnati nell’operazione, già di per sè difficilissima, di far digerire a buona parte della pubblica opinione napoletana il fatto che Salvini sia dei loro. Anzi, che abbia messo il cappello sulla candidatura dell’ex pm.

E dire che la mattinata, per il centrodestra, già non era iniziata bene con il ritiro della candidatura a sindaco di Sergio D’Angelo che rafforza la coalizione di Manfredi. Il che, a qualche civico in riunione con Mercurio, già aveva fatto scappare la battuta: “Oh, appena ieri il Capitano aveva detto che aveva perso il conto di quanti candidati sindaci ha la sinistra…”. 

Poi, nel primissimo pomeriggio, la presa di posizione di Guarino. Il quale, in ogni caso, non annuncia affatto un passo indietro. Continua, assieme a Ciro Corona di Resistenza Anticamorra (sebbene quest’ultimo non si candiderà personalmente), nel tentativo di metter su la sua lista. Lega o non Lega.

Ma la lista di Guarino “rivendica per sé il ruolo di punto di riferimento dei napoletani che vogliono rimboccarsi le maniche e cercano un rappresentante che interpreti con serietà la politica del fare”.

Se ora anche i partiti di centrodestra hanno deciso che Maresca è l’uomo giusto ne siamo ben felici – ha sottolineato Guarino – ma vogliamo che i napoletani sappiano che c’è una forza identitaria che difende il territorio come Rinascimento partenopeo”.

Per questa ragione – ha concluso Guarino – non abbiamo bisogno che venga Salvini a Napoli per fare rinascere la nostra città: ci pensiamo noi. I napoletani possono avere Rinascimento partenopeo come riferimento, per fare vincere Maresca e cambiare la nostra città. Quindi Maresca sì, Salvini no grazie”.

Fatto sta che queste parole mandano in frantumi l’alleanza proprio dell’ex pm: il ciclone di nome Matteo Salvini rischia di lasciare danni irreparabili.