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Maurizio Sarri, allenatore del Chelsea, ha parlato alla Gazzetta dello Sport e sono stati tanti i temi trattati dall’ex Napoli ad incominciare, ovviamente, dalla nuova esperienza inglese, fino a tornare al campionato italiano e al suo passato con il club partenopeo. Il tecnico Blues fa un primo bilancio di questo avvio di stagione con i Blues: “I risultati e anche la qualità del nostro calcio segnano l’indice positivo. Diciotto partite senza sconfitte, in una realtà competitiva come questa, dimostrano che abbiamo intrapreso la strada giusta. Sono ancora più contento perché si gioca tantissimo e la possibilità di incidere in profondità è più complessa. Il ritmo è serratissimo. È ovvio che in queste situazioni le partite sottraggono lavoro sul campo. Non posso però dire che non lo sapessi, ero consapevole di questo carico di impegni e sto cercando una mediazione tra allenamenti e gare”. “Cosa mi ha conquistato e cosa vorrei migliorare? L’aspetto che ti conquista immediatamente è un calcio di alto livello, all’interno di una cornice fantastica. C’è una passione infinita e per quello che ho visto finora, espressa nei toni giusti. L’aspetto da correggere è la questione tempo. Gli spazi ristretti per gli allenamenti non aiutano gli allenatori e credo anche i giocatori. Non bisogna pensare solo alla componente fisica, ma anche a quella mentale”.

Napoli“Che eredità ho lasciato a Napoli? Penso che quella più visibile sia numerica: presi un Napoli che aveva chiuso il campionato con 64 punti e ho lasciato una squadra che ha raggiunto quota 91. Più di questo non si poteva fare. L’altra eredità è personale: il rapporto con la città e la sua gente. Non mi staccherò mai dal Napoli. Hanno paragonato il mio Napoli a quello di Vinicio, una delle prime squadre in Italia, negli anni Settanta, a viaggiare nel futuro. Mi onora quest’accostamento”. Poi sul presidente: “De Laurentiis? Non ho nulla da dire. Posso solo ringraziarlo. Mi ha dato la più grande soddisfazione personale della mia vita affidandomi il Napoli, la squadra del mio cuore e delle origini. E’ stata una magnifica avventura che non può essere cancellata da un congedo un po’ così.  “Scudetto? Questa Juventus ha una priorità: la Champions League. Alla fine, potrebbe rivelarsi un piccolo vantaggio per la concorrenza”.