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Dopo il secondo pari consecutivo per il Savoia, fermati sullo 0-0 dal Marina di Ragusa torna il consueto appuntamento settimanale con la rubrica “Parla Parlato”, in cui il tecnico oplontino risponde alle domande della stampa. 

Crede che gli errori arbitrali subiti possano diventare un pericoloso alibi per la squadra?Sarò ripetitivo: gli errori arbitrali ci saranno sempre. Lo ripeto spesso ai miei ragazzi. Ognuno di loro, però, vive le sue emozioni in campo e bisogna saperle gestire, essere più forti delle eventuali ingiustizie e rimanere lucidi fino al triplice fischio”.

La rimonta sul Palermo può aver portato una pressione alla squadra, che magari i calciatori non sono riusciti a gestire? “Assolutamente noAnzi, interverrò qualora ce ne fosse. Parliamo meno ed aumentiamo la concentrazione quando scendiamo in campo di domenica. Siamo al 15esimo risultato utile consecutivo e continuiamo tale striscia positiva!

Perchè Scalzone è entrato, soltanto, ad un quarto d’ora dalla fine? “Perchè volevo gente veloce nell’1 vs 1. Dato che si erano abbassati ed erano appena entrati Romano e Bozzaotre, ci siamo schierati con il 4-4-2: Orlando e De Vena centralmente, Cerone sulla sinistra. Volevo due attaccanti più rapidi per il guizzo sotto porta. Poi si è notato, maggiormente, il baricentro basso dei siciliani e ho pensato a Scalzone sia per la sua forza fisica che per la tecnica”.

Contro il Marina di Ragusa, al di là dell’episodio del rigore non concesso, gli attaccanti non sono andati a segno per la terza gara consecutiva. Senza dimenticare, soprattutto con i siciliani, le tante occasioni sciupate. Secondo lei si tratta di un momento sfortunato o c’è qualcosa su cui si deve lavorare, soprattutto in termini di concentrazione? “E’ un vero peccato non tramutare in rete le tante azioni gol create. Ma è solo lavorando duramente che se ne esce. Poi la fortuna, tante volte, dobbiamo andarcela a prendere noi stessi”.

Le polemiche arbitrali, incluse quelle relative al Palermo con il botta e risposta tra le Società, in qualche modo pesano sulla squadra o lei cerca di isolare i ragazzi da qualsiasi polemica? “Noi pensiamo solo, ed esclusivamente, al campo. Indirettamente, però, è umano esserne a conoscenza. Ma dobbiamo starne fuori, sperando che qualcuno non ci resti dentro!”

Cosa dirà ai ragazzi alla ripresa, soprattutto agli attaccanti, finiti nell’occhio del ciclone dopo le ultime gare? “Premesso che si vince in 23-24, compreso lo staff, è innegabile che gli errori sotto porta, nel girone di ritorno, peseranno il doppio. E, visti gli interpreti a disposizioni, è qualcosa che lascia perplessi. Dirò ai ragazzi di iniziare l’allenamento, come abbiamo sempre fatto. E di non preoccuparsi, perchè girerà. Questi ragazzi stanno dando tutto”.

Arriva il Marsala, i siciliani non attraversano il loro miglior momento ma a Giugliano, nonostante tutto hanno disputato una gara in crescendo. Più che l’aspetto tecnico, servirà una prova di grande solidità mentale? “E’ una trasferta molto difficile, come lo sono state le ultime. Il girone di ritorno è, tremendamente, più difficile, visto che i valori si equivalgono. Però, ricordo sempre una cosa ai miei ragazzi: le partite si vincono con la testa, non con le gambe. Prepariamoci bene e restiamo concentrati sull’obiettivo dei 3 punti da conquistare domenica”.