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NAPOLI – È un botta e risposta senza fine quello tra Vincenzo De Luca, presidente della regione Campania e Luigi de Magistris, primo cittadino di Napoli. E i banchi di prova sono di qualunque tipo, di ogni genere. Ogni ragione è buona per litigare su divergente politiche strutturali. Oggi il banco di prova è l’Anm, l’azienda napoletana mobilità, in rosso profondo, in crisi economica. Ottanta milioni di euro di debiti. Ieri c’è stato lo sciopero con il Sindaco che ha ribadito il no ad azioni del genere e De Luca gli risponde da lontano. «La situazione della Anm? Tutto molto semplice: da gennaio il proprietario dell’azienda non ha messo un euro. Si sta andando avanti soltanto con i soldi della Regione e del consorzio Unico Campania sulla vendita dei biglietti», ha detto nel corso dell’inaugurazione della stazione della Circumvesuviana di Madonnelle nel quartiere Ponticelli di Napoli. «I numeri sono molto chiari: la Regione ci mette 58 milioni e mezzo di euro – ha aggiunto – L’Anm ha un debito di 80 milioni 12 dei quali verso la Regione, di questi 10 verso l’Eav per fitto di bus non pagati. Inoltre vantiamo un credito di 5 milioni per il servizio di lampade votive. Il Comune per parte sua dovrebbe stanziare 54 milioni, ma al momento non ci sono. Per cui si va avanti con i soldi della Regione e di Unico Campania – ha concluso – Siamo disposti a dare una mano, ma se il proprietario, ribadisco la gestione è del Comune di Napoli, di Anm non mette un euro non possiamo fare di più».