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Il suicidio del giovane calciatore Seid Visin di soli 20 anni sta avendo in queste ore un notevole risalto mediatico. Al coro si è unito anche il noto scrittore Roberto Saviano, intervenuto sulla questione accusando, in modo particolare, i leader politici Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Nonostante i genitori di Seid abbiano a più riprese specificato che il gesto non sia avvenuto per questioni di razzismo, è inevitabile pensarlo. Soprattutto dopo la lunga lettera letta durante il funerale.

Seid, do origini etiopi ma cresciuto a Nocera da quando aveva 7 anni, negli ultimi anni si è sentito sobbarcato dai pregiudizi e dalla politica del terrore perpetrata verso i migranti che sfuggono dalle loro terre per cercare fortuna e stabilità in Europa.

Una lotta continua, diventata negli anni spaventosa a causa “delle politiche del terrore di Salvini e Meloni, come le definisce Roberto Saviano in un messaggio video sul proprio profilo instagram. Secondo l’autore di Gomorra, ogni giorno i due politici comunicano atti criminosi da parte di extracomunitari proprio al fine di mostrare la loro pericolosità, facendo leva sui loro piani politici.

“Questi due bugiardi manipolano le notizie, riportano qualsiasi informazione riguardante atti criminali commessi da immigrati, da “extracomunitari”, a quale scopo? Non è forse per farli apparire tutti pericolosi, tutti delinquenti? Non è forse per far risaltare i loro gesti sbagliati quando ci sono – e ci sono, ma per tutti, anche per gli italiani – al solo scopo di creare un’emergenza che non c’è? Per dire che l’insicurezza e il crimine sono commessi con maggiore incidenza da chi ha la pelle nera? E non è razzismo questo? Se provassimo a fare la stessa campagna malata con i meridionali, il risultato sarebbe lo stesso. Ma la strategia è chiara e evidente: farci credere che il problema sono i migranti e che Salvini e Meloni ci proteggeranno”, sono alcune delle parole dello stesso Saviano.

L’accusa è molto forte e rappresenta una risposta ai post social nei quali, i due leader politici, esprimono il dispiacere, il cordoglio, per ciò che è avvenuto a Seid. Un’accusa volta a quella che, secondo lo scrittore, è soltanto vera e propria strumentalizzazione.

La lotta al razzismo, perché di questo si tratta, è riconducibile alla lotta di classe proprio come definiva il sociologo Immanuel Wallerstein nella sua opera “Capitalismo storico”. Dove la società cerca in tutti i modi di relegare alcune categorie a figure ultime della società creando una mentalità comune tra chi di questa categoria non ne fa parte. Il problema reale non è la pelle nera o l’immigrazione. Il vero problema, che è alla base di tutto questo, è il fatto che si cerchi di dare una visione di sé positiva creando una visione distorta dell’altro con il solo obiettivo di accaparrare qualche voto. In questo caso, di coloro che, come sostiene Matteo Salvini, “Vengono a rubarci il lavoro”, “Rubano” o “Sono protetti dallo Stato e dalle Ong“.

E allora è arrivato il momento di dire basta. Siamo nel 2021 è stiamo fronteggiando una crisi sanitaria senza precedenti da oltre un anno e mezzo. Una crisi che inizialmente sembrava poter far uscire fuori i valori reali dell’umanità e invece, come sempre accade in queste situazioni, si finisce solo per creare divisione tra chi lotta e chi cerca di strumentalizzare.