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Napoli – Il cuore di Grazia Resicata, 80enne napoletana, non ha resistito alla lettera di sfratto arrivata dal Comune di Napoli che la intimava a lasciare la casa dove aveva vissuto fino a quel momento e che racchiudeva anni di gioie, risate, cene di famiglia, dispiaceri e pezzi di vita.

Dopo aver aperto la lettera e compreso che entro il 7 luglio avrebbe dovuto sgomberare l’abitazione in via Posillipo, l’anziana è stata colpita da un infarto, come racconta Il Mattino. Trasportata d’urgenza all’Ospedale Cardarelli, la donna già affetta da gravi patologie e quasi completamente cieca, non ce l’ha fatta.

La lettera arrivava direttamente da NapoliServizi, società che, in collaborazione con il comune, gestisce il patrimonio immobiliare in questione.

L’avvocato Angelo Pisani racconta al quotidiano la vicenda: “Negli scorsi giorni Napoliservizi ha inviato una lettera che intima lo sfratto alla signora G.R. Noi abbiamo fatto immediato ricorso d’urgenza verso il provvedimento ma, nel frattempo la signora, che già versa in condizioni di salute estremamente critiche, ha avuto un infarto. L’atteggiamento del Comune nei confronti dei suoi inquilini è vergognoso da ogni punto di vista, a cominciare dal punto di vista legale. Il Governo ha stabilito che nessuna sentenza di sfratto potrà essere eseguita prima del 31 dicembre 2020, per questo le lettere inviate da Napoliservizi sono illegali”.

“È del tutto assurdo – secondo l’avvocato – che il Comune di Napoli vada a minacciare i cittadini di sgombero coatto. Dopo otto anni non si possono buttare le persone in strada adducendo il semplice pretesto della scadenza del contratto. Il Comune di Napoli e il sindaco de Magistris devono ricordarsi che non sono privati proprietari di appartamenti e che non possono trattare gli assegnatari di alloggi come inquilini di alloggi privati”.

Infine, conclude Pisani: “Faremo opposizione penale e civile contro quello che riteniamo essere un abuso di diritto nei confronti di cittadini inermi. A titolo del tutto personale voglio suggerire al sindaco de Magistris, che si professa dalla parte del popolo e degli “ultimi”, e ai suoi zelanti assessori di occuparsi del patrimonio comunale in parte abbandonato e in parte occupato dai centri sociali”.

Un epilogo che ha dell’incredibile, una vicenda che non finirà così.