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Napoli – Nel mondo inquietante dei social capita anche che vengano mosse critiche al sindaco di un comune napoletano di 34mila abitanti che decide di partecipare, insieme ad altre 300mila persone, al concorsone della Regione Campania per i 2175 posti di lavoro nella pubblica amministrazione.

E’ quanto successo al primo cittadino di Mugnano di Napoli, comune a nord della città, Luigi Sarnataro. Convinto dalla sorella che “per il cognome doveva andare lo stesso giorno, mi ha chiesto di accompagnarla con l’auto essendo incinta e così mi ci sono cimentato anche io”, il 38enne, giunto all’ultimo anno di mandato è stato criticato da rivali politici, ex assessori e cittadini semplici solo perché ha deciso di prendere parte a un concorso pubblico. 

Sono tra i più giovani sindaci della Campania – spiega Sarnataro attraverso la sua pagina Facebook – e, al pari di altri sindaci ed ex amministratori comunali, ho preso parte alla preselezione del maxiconcorso regionale. Essere sindaco di una città non significa essere una persona ricca. E’ un ruolo difficile che, se svolto con passione e dedizione, spesso non lascia spazio e tempo per gli affetti e la carriera professionale. Per alcuni la politica, specie negli ultimi anni, si è allontanata dai problemi della gente comune. Ma troppo spesso si dimentica che esistono anche giovani come il sottoscritto, mossi da forti ideali e senso civico, che non badano ai propri interessi ma solo al bene comune”.

Sarnataro sottolinea come non ci sia “nulla di male che un sindaco partecipi ad un concorso pubblico: significa che non ha voluto trovare scorciatoie per avere un impiego ma ha deciso di concorrere ad armi pari con chiunque altro. Si chiama trasparenza e legalità. Resto convinto – aggiunge – che ai miei concittadini interessi poco a quali e quanti concorsi decida di partecipare. Sono certo che per loro quello che conta è l’impegno profuso ogni giorno per migliorare il nostro territorio, per rendere le scuole sicure, le strade percorribili, per trasformare le aree verdi in zone attrezzate”.

Le polemiche nascono anche dalla decisione di Sarnataro di non far aderire il comune di Mugnano di Napoli al Piano Lavoro regionale “poiché erano necessarie assunzioni immediate. Una scelta che in ogni caso non ci impedisce in futuro di avvalerci delle professionalità selezionate in questo concorso. Dispiace che qualcuno, mosso da invidie e rancori, provi a gettare fango sulla mia persona, rea di essersi comportata come un qualsiasi cittadino. E’ ancora più triste che a farlo sia un mio ex assessore, insegnante dal posto fisso qui in zona, che cerca di ottenere popolarità e consensi attaccandomi personalmente e pubblicamente” conclude.