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NAPOLI – Chi paga il conto? Come è stata finanziata la campagna elettorale delle elezioni comunali di Napoli? Chi sta cacciando i soldi? 

Per legge, tutti i candidati sindaco e le rispettive liste, al momento della presentazione, devono allegare, tra l’altro, anche i rispettivi bilanci preventivi della loro campagna. Per il consuntivo, invece, se ne riparlerà 30 giorni dopo la chiusura delle urne.

Fatto sta che, tranne per un caso, non si percepisce una gran voglia di parlarne da parte dei principali candidati a sindaco di Napoli, tutt’altro.

Quel caso positivo nel nome della trasparenza, ad ogni modo, è costituito da Catello Maresca, il candidato del centrodestra.  

Eppure, tanto più dopo una delle frasi cult di questa campagna elettorale, quella pronunciata dal candidato sindaco del centrodestra a Milano Luca Bernardo quando ha intimato agli alleati “se non mi arrivano 50.000 euro a testa, lunedì convoco una conferenza stampa e mi ritiro dalla tenzone elettorale“, c’era da aspettarselo che l’attenzione si sarebbe accesa anche su questo versante.

Così, Anteprima24, questa mattina, ha allertato tutti e 4 gli staff dei principali candidati sindaco a Napoli, Gaetano Manfredi, Catello Maresca, Antonio Bassolino e Alessandra Clemente con cinque domande. 

1) Come si è finanziata la sua campagna elettorale?
2) C’è stato uno sponsor (persona fisica o società) che l’ha finanziata in modo particolare, che si è mostrato più generoso?
3) I finanziamenti e i finanziatori li rende pubblici, su Internet?
4) Quanto è costata (o sta costando) la campagna elettorale?
5) Visto anche il caso Bernardo, pensa che bisogna riformare la legge sul finanziamento ai partiti?

Il primo (e unico) a rispondere, come accennato, è stato Catello Maresca.

In questo modo. Alla domanda 1) Come si è finanziata la sua campagna elettorale?Molte micro-donazioni arrivano dai cittadini che partecipano alle cene elettorali. E poi ci sono amici e conoscenti che in trasparenza hanno voluto offrire il loro contributo”.

2) C’è stato uno sponsor (persona fisica o società) che l’ha finanziata in modo particolare, che si è mostrato più generoso?Non direi. La nostra forza sono i cittadini liberi che decidono di appoggiare il progetto per Napoli”.

3) I finanziamenti e i finanziatori li rende pubblici, su Internet?Non avrei certamente nessun problema a farlo. Ma secondo lei, chi mai vorrà essere individuato come sostenitore di un partito politico?”

4) Quanto è costata (o sta costando) la campagna elettorale?Fino ad oggi, tra sponsorizzazioni  social, attività di comunicazione e promozione, stampa dei materiali, circa 90 mila euro”.

5) Visto anche il caso Bernardo, pensa che bisogna riformare la legge sul finanziamento ai partiti?La buona politica è un valore e come tale costa. In nome della trasparenza e della correttezza, credo si debba tornare al finanziamento pubblico”.

Fin qui, Maresca. 

Per Gaetano Manfredi, il candidato del centrosinistra, c’è invece solo quanto segue: “Il Comitato elettorale ‘Manfredi Sindaco’, costituito con atto notarile, sta raccogliendo i contributi dei cittadini, professionisti e imprese secondo le regole della normativa vigente. Abbiamo, inoltre, fatto compilare ai finanziatori i modelli per l’antiriciclaggio, anche se non richiesto dalla legge”. 

Per Antonio Bassolino, candidato indipendente di sinistra, si legge questa frase: “Nei prossimi giorni manderemo il bilancio dettagliato dei costi legati alla campagna elettorale”.

Da Alessandra Clemente, altra candidata indipendente, infine, arrivano solo le scuse per essere stata tutto il giorno impegnata in incontri elettorali.