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Napoli – Insieme in piazza per uscire dall’invisibilità. Precari, disoccupati, immigrati, braccianti di tutta Italia si sono dati appuntamento a Roma per gli Stati Popolari. E’ il movimento degli invisibili, “quelle categorie disagiate che le istituzioni, la politica ed in particolare la sinistra non sanno più rappresentare ed intercettare”.

Un movimento nazionale che potrebbe presto avere articolazioni locali, con prossimi eventi anche a Napoli e in Campania. In prima linea e a difesa delle donne e dei precari nei call center,  c’è proprio una napoletana. E’ Francesca Borgese, 34 anni, due figli e una vita da precaria in un call center, vive nel quartiere periferico di Marianella. Domenica scorsa l’intervento sul palco in una piazza San Giovanni gremita. “Non so se questo diventerà un movimento politico che si presenterà alle elezioni, presto per dirlo. Ma sicuramente vuole essere un movimento che dà voce e spazio a quelli di cui la politica non si occupa più, che non ascolta più. Noi non siamo solo corpi da sfruttare” spiega ad Anteprima 24 Borgese che è anche delegata Usb. Donne e internalizzazione dei servizi le sue battaglie nel sindacato e con gli Stati Popolari. “Sono tantissime le istanze che raccogliamo sul territorio e che portiamo nel movimento per creare reti di resistenza” dice. 

Per quella che come ha detto il leader del movimento, l’attivista e sindacalista ivoriano Aboubakar Soumahoro non vuol essere “una piazza della protesta ma della protesta” . Con un appello al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ad ascoltare realmente “la voce degli invisibili”. Nei giorni scorsi solo un breve incontro agli Stati Generali “il grido di dolore ancora c’è. C’è ben mezzo milione di persone che si ritrova senza lavoro e senza diritti”