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Napoli – Arriva fino in Procura lo strappo ormai diventato insanabile tra il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il sindacato. Il primo cittadino perde un altro pezzo, l’Usb. Un rapporto che è andato sempre più incrinandosi, fino in modo irrimediabile con quanto accaduto stamattina. Il primo cittadino ha rinviato “a data da destinarsi” l’incontro previsto per oggi con i sindacalisti e ottenuto dopo la protesta sotto Palazzo San Giacomo nei giorni scorsi.  “Avevamo bisogno di un confronto con l’amministrazione sulla gestione poco trasparente dei fondi pubblici e la strumentalità nelle politiche del personale all’interno di Napoli Servizi, ma il sindaco – è il commento a caldo dell’Usb – preferisce non ascoltare le nostre denunce per garantire la pax interna all’azienda e gli equilibri di una maggioranza che ormai scricchiola”. 

Motivo per cui l’Usb ha deciso di presentare un esposto in Procura nelle prossime ore “per chiedere che si faccia luce sull’opaca gestione aziendale di questi anni. Cosi come continueremo le mobilitazioni fino a che non ci sarà un incontro tra amministrazione, azienda e questa organizzazione. Questi atteggiamenti non ci spaventano”. 

Il sindacato si sta occupando della recente gestione dei processi di mobilità interna che ha coinvolto il personale della società, in particolare gli addetti all’attività su strada trasferiti nell’area amministrativa. E avvenuta, secondo quanto denunciano, senza un preliminare confronto sindacale sulle reali esigenze di servizio, in ordine al fabbisogno aziendale e fuori da un possibile ed auspicabile interpello o manifestazione d’interesse tra i lavoratori. “Livelli superiori assegnati senza alcun criterio, cambi di mansioni senza interpelli, doppie mansioni senza criteri, incompatibilità di ruolo con attività sindacali di parte, UOC ( Unità operativa di Controllo)”. 

Mai prima d’ora, scrivono in una nota, “le relazioni sindacali avevano registrato una caduta democratica così preoccupante, oggi però siamo di fronte ad un’amministrazione che è sotto costante ricatto da parte di chi ha garantito privilegi e sacche parassitarie in cambio della pax aziendale e sta mettendo in atto un comportamento antisindacale della società partecipata nei confronti della nostra organizzazione; forse spaventati dalla nostra crescila in termini di iscritti e la qualità delle nostre proposte”.