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Napoli – Sono 22 gli arresti e sette di loro sono donne. Ecco i nomi del blitz che questa mattina ha “ripulito” i Decumani e il centro storico. Ciro Albano, Luca Capuano, Rita Carrano, Vincenza Carrese, Francesco Pio Corallo, Antonio Esposito, Enza Grossi, Giovanni Ingenito, Giovanni Matteo, Alessia Napolitano, Giuseppe Napolitano, Marco Napolitano, Salvatore Nasto, Pasquale Sibillo, Vincenzo Sibillo, Azzurra Venza, Raffaelle Criscuolo, Anna Ingenito, Carmela Matteo, Ciro Marigliano, Patrizio Pagano, Roberto Postiglione.

Figurano anche storiche e famose pizzerie napoletane come “Di Matteo”, “Il Presidente” e “Sofia” tra gli esercizi commerciali di via dei Tribunali, a Napoli, taglieggiate dagli estorsori degli eredi del clan Sibillo. La circostanza emerge dal provvedimento con il quale il gip Tommaso Perrella (39esima sezione) ha disposto, su richiesta della DDA, 16 arresti in carcere, 3 arresti ai domiciliari e 3 divieti di dimora nella provincia di Napoli. Tra coloro per i quali e’ stato disposto il carcere figurano anche i due reggenti del clan, Giovanni Ingenito e Giovanni Matteo, entrambi cugini del baby boss Pasquale Sibillo (anche lui tra i destinatari delle misure cautelari), della cosiddetta “paranza dei bambini”, (tutti gia’ in carcere), e la moglie di quest’ultimo, Vincenza Carrese, 26 anni, che nel clan occupava una posizione apicale e per la quale le porte del carcere si sono aperte oggi, durante il blitz dei carabinieri scattato all’alba. La consorte del baby boss, che tutti chiamano “Nancy”, portava le cosiddette “imbasciate” (messaggi, ndr) del compagno ai cugini reggenti, teneva sotto controllo la cassa, conteggiando le “entrate” e le “uscite” e, soprattutto, riscuoteva anche il “pizzo” come quando ha convocato a casa dell’abitazione della famiglia Napolitano (tenuta sotto controllo dai carabinieri) i titolari della pizzeria “Il Presidente” per intascare il denaro settimanalmente. Aveva aperto un’altra pizzeria a Capri e quindi doveva pagare di più.

L’intercettazione in questione risale all’aprile 2017 e a parlare di tangenti, tra gli altri, sono Giovanni Matteo e Giovanni Ingenito (entrambi sottoposti a fermo di pm lo scorso marzo, ndr), cugini del baby boss Pasquale Sibillo (gia’ in carcere). Giovanni Ingenito: “…se la capretta (cosi’ gli indagati chiamano il titolare della pizzeria “Il Presidente”, ndr) da’ altri 500 euro arriviamo a 1000 euro” Giovanni Matteo: “…almeno altri 1000 euro li deve dare, visto che si e’ aperto la pizzeria a Capri e sta facendo soldi a tonnellate”. Dalla stessa intercettazione, a cui prendono parte anche la moglie di Pasquale Sibillo, Vincenza Carrese, che tutti chiamano Nancy, e altre due persone, emerge anche l’esistenza di due liste, una sottoscritta dal baby boss e l’altra invece nelle mani del padre su cui sono
annotati cifre, nomi e periodi in cui i negozianti avrebbero dovuto versare il “pizzo”.