Tempo di lettura: 2 minuti

Napoli – Il Teatro San Carlo trasforma la Campania in “Regione Lirica”. Il progetto è stato presentato dal Sovrintendente del Teatro San Carlo Stéphane Lissner e dal Governatore della Regione Vincenzo De Luca durante la conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia a Napoli.

L’apertura sarà dedicata a medici e infermieri che saranno presenti, in 1000, a piazza del Plebiscito il 19 luglio con la Tosca e il 25 luglio con l’Aida per assistere alle “prove aperte”. Il 30 luglio, nella stessa location, il direttore musicale del San Carlo, Juraj Valcuha, dirigerà la Nona di Beethoven, che poi andrà in scena in altri siti del territorio.

La grande novità, infatti, sarà il coinvolgimento delle province campane che parteciperanno attivamente agli eventi organizzati dal San Carlo. Tra gli eventi all’aperto: le Quattro Stagioni di Vivaldi, che sarà presentato al Castello di Baia, a Bacoli, prima di fare il giro della Regione. Alla Certosa di Padula ci sarà la soprano Carmen Giannattasio. Per la provincia di Caserta, nel Real sito di Carditello andranno in scena la Nona di Beethoven, Carmen Giannattasio e le Quattro Stagioni di Vivaldi. Al Teatro Romano di Benevento ci sarà l’Orchestra e il Coro del San Carlo: il 1 agosto con la Nona Sinfonia di Beethoven. In provincia di Avellino, a Solofra, il 5 settembre, in scena Carmen Giannattasio.

I prezzi degli spettacoli saranno modesti e oscilleranno tra i 25 e i 30 euro per gli under trenta per cercare di avvicinare sempre più giovani alla magia del teatro e dell’opera lirica.

Si tratta di “un programma importante” come l’ha definito Lissner, che ha sottolineato l’impegno del Teatro San Carlo e ha ringraziato il governatore De Luca per il sostegno della regione alle iniziative del Lirico.

De Luca ha affermato: “Questo programma ha anche un valore simbolico; significa la ripresa della vita, il ritorno alla normalità, con tutte le limitazioni che comporta la situazione epidemiologica. È un programma rivolto a Napoli ma che guarda a tutto il territorio regionale: portare il San Carlo nei territori interni e nelle province significa dare forza e speranza. In questo progetto c’è poi una novità vera, come l’avvicinamento ai giovani, all’università. Ed è anche un aiuto all’economia e al turismo dei territori dove questi eventi si realizzeranno”.

“Nella programmazione culturale credo sia difficile trovare oggi un impegno di questo livello, finanziario e culturale, in Italia” ha concluso il Governatore della regione.