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Napoli – La storia di Tiziana Cantone sembra non essere terminata con la sua morte. Spuntano aggiornamenti sull’indagine della ragazza di Mugnano morta suicida dopo la diffusioni di video hard diventati virali online senza il suo consenso.

Vittima di “revenge porn”, la ragazza si tolse la vita impiccandosi con un foulard ma, ad oggi, sembra che la versione di questa storia non convinca la madre della 31enne.

La mamma di Tiziana Cantone, Maria Teresa Giglio, assistita dall’avvocato Salvatore Pettirosso, confessa a Il Mattino: “Sono passati quattro anni da quando Tiziana è morta e la giustizia non mi ha ancora dato il nome di un solo responsabile. Ora però i miei consulenti hanno individuato 103 perone che hanno rilanciato sul web i suoi video. Ci sono stati errori nelle indagini, ne abbiamo le prove”.

Maria Teresa Giglio quando parla di errori e di prove sa esattamente cosa dice infatti la donna ha presentato un esposto in Procura basato sull’analisi del cellulare e del computer della figlia in cui dimostra la manomissione delle prove.

Nella denuncia si legge: “Tali dispositivi elettronici vennero sequestrati la sera della tragica dipartita di mia figlia e sono stati oggetto di una procedura di estrapolazione del loro contenuto da parte di esperti informatici che ne avrebbero dovuto salvaguardare l’integrità”.

Affidatasi alla consulenza della Emme Team, presso lo studio legale di Chris Newberg in Michigan, la donna ha scoperto che tutti i dati tra cui cronologia, chiamate e messaggi, sono stati cancellati dal suo iPhone che conterrebbe una sim non originale e non associata a nessun numero telefonico. Allo stesso modo l’iPad è stato resettato e manipolato con l’inserimento di alcune fotografie ricopiate nella cartella immagini e privato della sua sim.

Alla luce di ciò, la madre di Tiziana chiede l’autopsia sul corpo della figlia che allora non fu eseguita e, dunque, di riaprire l’inchiesta.