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Napoli – Sono ormai mesi che gli studenti delle università sono costretti a seguire le lezioni e a sostenere gli esami online a causa del covid. Così come per la scuola, anche in questo caso la Dad è stato lo strumento che ha permesso il regolare svolgimento del percorso di studi, ma a quale costo?

Viviamo in una situazione di emergenza da ormai quasi un anno. Tra le varie conseguenze della pandemia c’è anche quella di aver dato un duro colpo all’istruzione. Questa infatti è stata totalmente modificata per cause di forza maggiore.

Gli studenti di tutte le età trovano pregi e difetti della Didattica a distanza. Si parla spesso dei più piccoli, in particolar modo degli studenti delle elementari e delle medie, e troppo poco invece di quelli universitari.

In effetti l’Università al momento non potrebbe fare altrimenti. Fare le lezioni in maniera canonica significherebbe creare maggiori assembramenti e non solo. C’è anche la situazione trasporti che tra gli studenti delle varie università è più grave di quelli scolastici in periodo di covid. 

Molto spesso infatti i ragazzi vivono in comuni diversi dalle aule. Questo comporterebbe un aumento di flusso di persone all’interno dei mezzi di trasporto mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri.

Quello dell’Università è insomma un discorso molto complesso. La Dad infatti sembra essere la soluzione giusta ma ad un caro prezzo. Viene meno infatti uno strumento fondamentale per il percorso universitario come il confronto tra i colleghi. Un confronto che che si tramuta in uno scambio di opinioni. In effetti gli universitari oltre a dover sostenere gli esami e quindi imparare la materia d’esame, vanno incontro ad una presa di coscienza e di opinione che non si verifica alle elementari, alle medie o al liceo.

Insomma il confronto rientra proprio nel processo di crescita personale e professionale di ogni studente ed in questo momento si riscontrano tante perplessità. I ragazzi che si sono laureati e che si laureeranno a breve sicuramente saranno talentuosi ma alcuni potranno essere penalizzati proprio dall’assenza del raffronto.

Queste le parole di Roberto Castronuovo, studente di Mediazione Linguistica all’Università L’Orientale di Napoli, ai nostri microfoni sul covid e l’università: “In qualità di studente universitario non mi esprimo né a favore né contro la didattica a distanza. In quanto ha sia i suoi lati positivi che quelli negativi. Tra quelli positivi ci sono sicuramente la comodità del non dover uscire di casa per raggiungere le sedi universitarie. Basta accendere il proprio computer o il proprio telefonino e connettersi ad internet e ai siti appropriati per seguire le lezioni o per fare gli esami. Questi ultimi vengono vissuti con meno pressione in quanto non ci si trova in presenza del/della professore/professoressa e questo può essere un grande pregio per i più ansiosi.

Forse però, mi permetto di affermare che, per quanto riguarda la DaD, gli aspetti negativi sono maggiori rispetto a quelli positivi. innanzitutto non tutti gli studenti hanno accesso alla rete mentre altri non posseggono neanche un computer, rendendo di fatto impossibile o quasi seguire i corsi. Per non parlare del confronto con i propri colleghi e i professori. Questi ultimi sono spesso disponibili a dare informazioni o rispondere a domande riguardanti la materia da loro insegnata, ma non sempre è così purtroppo. Insomma si sente molto la mancanza del confronto diretto, fatto da persone che parlano e si scambiano opinioni dal vivo che sicuramente è diverso e molto più utile e soprattutto facile di quello virtuale. Noi studenti speriamo di poter riappropriarci molto presto dei nostri spazi perchè ne abbiamo bisogno”

Di Stefano Colasurdo