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Napoli – Digitalizzazione del patrimonio culturale, turismo 4.0, management museale e progettazione dei musei virtuali. Sono solo alcuni dei nuovi insegnamenti, molti dei quali laboratoriali ed affidati ai professionisti del settore, che andranno ad ampliare la rinnovata offerta formativa di uno dei corsi di laurea storici dell‘Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, la più antica Università non statale italiana, che fu la prima in Italia nel 1991 ad avviare un corso di studi specificamente dedicato ai beni culturali. Da quel corso (il primo in Italia con un indirizzo dedicato all’archeologia del mare) è nato un Polo formativo che oggi comprende due corsi di laurea, due scuole di specializzazione, numerosi master, un indirizzo specifico di dottorato di ricerca, tutti con un’offerta formativa calibrata sulle mutate esigenze del mercato del lavoro di uno dei settori destinanti a crescere di più nell’Italia post pandemia.

“Scienze dei beni culturali: turismo, arte ed archeologia” è la nuova denominazione del corso di laurea triennale. “Una solida e rigorosa tradizione negli studi umanistici che si sposa con una moderna vocazione alla formazione pratica e alle nuove tecnologie”. Così Paola Villani, direttore del Dipartimento di Scienze umanistiche, ha sintetizzato il ‘marchio di fabbrica’ del settore beni culturali del Suor Orsola, presentando oggi le novità dell’offerta formativa e le tante iniziative progettate per l’anno del trentennale che partirà ufficialmente il 1 novembre 2021 con l’avvio del nuovo accademico. Un’anteprima ci sarà già il 16 e il 17 luglio a Procida con una conferenza internazionale dedicata alla letteratura di viaggio (programma completo su www.unisob.na.it/eventi). Due giornate di studi che saranno ospitate dal Museo Civico di Procida, un sito museale simbolo del lavoro di studio, progettazione e ricerca del Suor Orsola perché nato dal progetto dell’Ateneo di “Ricerca e Sviluppo di strumenti prototipali per la digitalizzazione 3D e di sistemi per la musealizzazione dei BBCC sommersi ed emersi”.

Un ‘prototipo’ museale che racconta i risultati del lavoro formativo che si svolge oggi al Suor Orsola in un settore che conserva anche il percorso ‘tradizionale’ della Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali. Una vera e propria ‘scuola’ del restauro (dipinti, legni e metalli preziosi) tra le poche in Italia direttamente abilitante alla professione del restauratore e riservata soltanto a 20 studenti all’anno (prove d’ingresso dal 6 all’8 ottobre 2021), che lavora da anni anche al servizio delle Soprintendenze o in collaborazione con il Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri per il restauro dei ‘furti d’arte’.