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Castellammare di Stabia (Na) – C’è un faro luminoso di luce che fuoriesce questa mattina dal presidio degli operai Meridbulloni di Castellammare di Stabia. L’imprenditore Alessandro Vescovini, dopo i rumors istituzionali rimbalzati negli ultimi gironi a margine del tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza Meb, è uscito in tutto e per tutto allo scoperto: “A noi interessate voi” scrive l’impresario in un lunghissimo messaggio recapitato nella serata di ieri direttamente agli operai stabiesi.

Oggi anche il cielo su Castellammare sembra più sereno, con il sole che è tornato a splendere sulla città dopo giorni di pioggia e gelo. Lo stesso “ghiaccio invernale” che ha accompagnato per un mese intero il sit-in dei lavoratori di Castellammare. All’addiaccio in attesa di risposte all’esterno dello stabilimento, ormai ex Gruppo Fontana, del Corso De Gasperi.

Una lotta operaia e sindacale resasi necessaria dopo la decisione dell’imprenditore brianzolo Giuseppe Fontana, che lo scorso 18 dicembre, a solo 7 giorni dal Natale ed in un Paese in piena emergenza Covid, aveva “ben pensato” di ricattare gli 81 lavoratori dello stabilimento – che con gli indotti arrivano a quasi 100 famiglie.

“Invitandoli” dalla sera alla mattina a trasferirsi entro il 1 febbraio in Val di Susa per continuare a lavorare ad oltre 900 chilometri da casa. Delineando quello che agli occhi di tutti è sembrato fin da subito un ricatto a tutti gli effetti. Ricatto resosi ancor più doloroso dall’aggravante pandemia e il blocco dei licenziamenti che il Governo ha instaurato fino al 31 marzo, proprio per far fronte all’emergenza sociale che insieme a quella sanitaria rischia di portare nel baratro l’intero Stivale.

Ma per fortuna gli operai della Meb non si sono fatti abbattere da una decisione che metteva sulle loro spalle probabilmente tutta “l’ingiustizia del mondo”. Gli stessi infatti con una grandissima dose di umanità hanno combattuto fianco al fianco con le propria ossa, solo scalfite dal gelo dell’inverno, mantenendo le dovute luci accese sulla questione anche per tutto il periodo delle festività natalizie.

Ed oggi, ad un mese esatto dal quel triste 18 dicembre, il 1 febbraio 2021 ha tutto e per tutto il sapore di un’altra data, non più quella dell’licenziamento annunciato da Fontana, ma il volto di un giorno che qui a Castellammare potrebbe diventare il giorno della rinascita di un’intera città. La stessa che in un mese non ha mai abbandonato gli operai, abbracciandoli in ogni modo possibile per portagli la propria solidarietà. Pasti caldi, legna da ardere per il fuoco, messaggi e preghiere sono solo una parte dell’onda solidale che ha avvolto, da tutta la Campania, i lavoratori in presidio al Corso De Gasperi.

Una lotta all’insegna dell’umanità che non è rimasta indifferente nemmeno agli altri imprenditori del bel Paese. Così dopo i rumors su Vescovini, resi noti dal primo cittadino di Castellammare, Gaetano Cimmino, a margine del tavolo al Mise dello scorso 14 gennaio, ad uscire allo scoperto è stato direttamente l’imprenditore friulano.

Tramite un lungo messaggio al miele inviato sui social direttamente agli operai, Vescovini ha raccontato così la sua idea per il futuro dell’azienda metalmeccanica a Castellammare. E le sue parole ci ricordano che anche se in città arriva il Grinch, come è sembrato in questo periodo l’imprenditore Giuseppe Fontana, un film di Natale è destinato a finire, sempre, con l’happy ending.

Per prima cosa – scrive il presidente del gruppo leader mondiale nella produzione di fasteners – come ho già detto in ogni circostanza, il nostro interesse per la Meridbulloni è ESCLUSIVAMENTE verso i lavoratori e la loro professionalità. SBE-VARVIT è un gruppo in costante crescita e necessita di aumentare la propria forza lavoro. A noi interessate voi, a noi interessano molto poco i soldi pubblici, in tutti questi anni abbiamo sempre utilizzato le nostre risorse che derivano dal nostro lavoro di due generazioni di imprenditori e non abbiamo MAI ricevuto contributi pubblici”.

So che può sembrare strano – chiarisce – ma noi la ricchezza pensiamo di crearla insieme a voi, non di rubarla a qualcuno e per creare ricchezza occorre fare squadra, creare una organizzazione efficiente, creare una unità di intenti”.

Un team che potrà partire già da questo 1 febbraio con i primi colloqui di lavoro e le primissime assunzioni nel nuovo gruppo.

Il piano è molto semplice – racconta Vescovini – assumeremo da subito una forza lavoro congrua per il piano industriale che abbiamo in mente, dalle 50 alle 60 persone, in funzione delle professionalità che riscontreremo e cosa più importante investiremo– in macchinari di nuova generazione – 7-8 milioni di euro, soldi nostri, non di pantalone”.

Certamente avremo delle agevolazioni fiscali – continua l’imprenditore che nei prossimi giorni sarà incontrato anche dal sindaco stabiese, Cimmino – certamente il territorio ci aiuterà trovando un immobile e ristrutturandolo, ma prima della decisione di Fontana di chiudere lo stabilimento non avremmo mai pensato di venire ad investire in Campania”.

Noi lo facciamo – chiarisce – per la professionalità da voi acquisita negli anni, che è un asset strategico sul quale vogliamo investire e abbiamo pensato che da questa decisione scellerata possa nascere una nuova opportunità per noi e per voi . E su questo scommettiamo il nostro tempo ed il nostro denaro. Per concludere, come ho già detto sia alle istituzioni che al sindacato, dell’immobile dei Fontana non ce ne può fregare di meno.Per prima cosa perchè noi siamo industriali e non albergatori, ma principalmente perchè non intendo avere nulla a che fare con un gruppo contro il quale combattiamo amabilmente da ben due generazioni”.