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A Napoli sono circa 50 le richieste d’aiuto al mese, da parte di donne vittime di violenza. Ma l’impressione è che sia la punta di un iceberg. Anche in città i casi sono in aumento, come spiegano i dati della rete dei centri antiviolenza del Comune di Napoli: dalle 460 richieste del 2022 si è passati alle 515 di quest’anno. Le cifre sono state diffuse stamattina, nel corso di un evento promosso dall’assessorato alle Pari Opportunità, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Con il sindaco Gaetano Manfredi e l‘assessora Emanuela Ferrante del M5S, anche il leader pentastellato Giuseppe Conte e Roberto Fico, ex presidente della Camera. In sala presenti consiglieri regionali e comunali di Pd e M5S.

L’identikit di chi chiama i centri è una donna tra i 30 e i 60 anni, ma non mancano vittime minorenni od over 70. I casi di violenza fisica sono il 74%, quelli di violenza sessuale il 20%. Il 6% delle donne è stato vittima di molestie sessuali, il 32% di stalking. Autori di violenze sono gli ex partner (34%), il coniuge (20%), l’ex coniuge (11%), il convivente (9%) e l’ex convivente (7%). Violenze che, nel 31% dei casi, si sono consumate davanti ad almeno un figlio. C’è poi il tema delle denunce alle forze dell’ordine, presentate solo dal 56% delle vittime. “Le oltre 600 donne che si sono rivolte ai nostri centri – conferma Ferrante – sono solo una parte rispetto a quelle che subiscono violenza, perché ancora tante non hanno il coraggio di far venir fuori ciò di cui sono vittime”. Il Comune di Napoli, comunque, “sta cercando di fare la sua parte con l’apertura 24 ore su 24 dei Centri Antiviolenza e con la casa di accoglienza dove le donne vittime di violenza possono trovare rifugio insieme ai loro bambini“.

Manfredi sottolinea il “grande tema culturale” della “fragilità maschile”, sommato ai “problemi atavici dovuti a una cultura patriarcale e maschilista, di cui è impregnata la nostra società”. Secondo il sindaco “c’è un forte senso di competizione con le donne, riuscire a gestire la sconfitta è la cosa più difficile che ci sia e molti uomini non sono in grado di farlo”. Per questo “è un lavoro che dobbiamo fare noi perché solo in questa maniera riusciremo ad avere un rapporto equilibrato con le donne”. Conte elogia l’utilizzo di beni confiscati alla camorra, a Napoli, per realizzare “luoghi in cui si realizzano le condizioni di una nuova vita per le donne”. E parla di problema che “richiede grandissimi investimenti sul piano economico finanziario, ma anche culturale”. Tra le ricette dell’ex premier, oltre all’educazione affettiva nelle scuole, ci sono un “sostegno psicologico fisso” per gli studenti e “il reddito di libertà da portare a 1.200 euro”. Lapidario Fico: “Siamo un Paese molto maschilista, ammettiamo quello che siamo, cosa siamo, per cercare di risolverlo nel migliore dei modi”.