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Napoli – Missiva delle sigle sindacali Fim-Fiom e Uilm contro la multinazionale Whirlpool ed un governo inerte ad essa. Dopo la chiusura dello stabilimento di Napoli Est, avvenuta lo scorso 31 ottobre, si aspettano ancora forti provvedimenti nei confronti dell’azienda americana. I sindacati, a fronte dell’ingiustificabile passività del Governo sulla vertenza, chiedono la convocazione di un tavolo permanente istituito al ministero dello Sviluppo Economico.

La multinazionale, dopo aver disatteso gli accordi industriali siglati col governo nel 2018, prosegue infatti indisturbatamente in Italia senza nessun intervento autorevole da parte di Roma. Dove davanti alle politiche anti-industriali della Whirlpool sembra che si sia chiuso ben più di un occhio.

Eppure in piena campagna elettorale, a settembre, sia il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio – firmatario degli accordi con Whirlpool – che il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli avevano più volte palesato la necessità di sanzionare la multinazionale.

Vi ricorderete quando abbiamo stoppato i soldi a questi signori perché volevano chiudere a Napoli. Lo dobbiamo rifare se serve, finché non imparano” raccontava l’ex capo politico del Movimento in un comizio tenutosi a San Giorgio a Cremano. Ma a qualche mese di distanza non è mai stato dato seguito a quelle promesse.

Con la multinazionale che ha chiuso i battenti della fabbrica di via Argine lo scorso 31 ottobre, tra il silenzio assordante delle istituzioni che tanto avevano promesso negli anni ad operai e sindacati. Ed ora, dopa la chiusura, dal Governo sembrano aver già dimenticato anche le sanzioni tanto annunciate in campagna elettorale.

Non va meglio per il titolare del Mise, Stefano Patuanelli, che ha letteralmente alzato bandiera bianca sulla vertenza Whirlpool. Dopo un anno di “lavoro” fallimentare di Invitalia il ministro cerca ancora “un imprenditore serio che voglia investire su Napoli”.
Ma le “multe” tanto promesse alla multinazionale, che dopo aver incassato milioni di solidi pubblici si può permettere anche di strappare accordi firmati col Governo italiano, sembrano già essere cadute nel dimenticatoio anche per il ministro dello Sviluppo. 

Su questo scenario sindacati e lavoratori continuano il loro braccio di ferro. Prosegue infatti la mobilitazione degli operai del gruppo Whirlpool su scala nazionale, mentre viene confermato il blocco degli straordinari e proclamate ulteriori 4 ore di sciopero.

Chiediamo – spiegano in una nota le sigle sindacali – il rispetto del piano di sviluppo e degli investimenti in tutti gli stabilimenti, la realizzazione dei progetti di reindustrializzazione su Carinaro ancora, inspiegabilmente disattesi, il rafforzamento della missione produttiva di tutti i siti anche a fronte del fatto che ad oggi in pratica uno stabilimento ha già chiuso: ci si riferisce ai 250 impiegati fatti uscire con incentivi indebolendo così pesantemente la ricerca e sviluppo del gruppo, garanzia per il futuro”.