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Prove di normalità, anche se significherà ricordare quello che si vorrebbe invece dimenticare. La pandemia ha cancellato un altro anno scolastico, ha privato bambini e ragazzi del contatto e della compagnia dei loro coetanei. Un tempo che nessuno gli restituirà, rendendo il loro bagaglio di esperienze ed emozioni inevitabilmente più povero.

Nonostante tutto, alcuni istituti scolastici si stanno organizzando per il rito della foto di classe. Un semplice scatto per conservare un ricordo, custodirlo gelosamente. Una foto che in molti abbiamo nei nostri album, fianco a fianco all’amichetto preferito, al compagno di banco o alla fiamma che ci ha fatto battere il cuore un po’ più forte per la prima volta.

Il covid-19 ancora non permette quella vicinanza che sarebbe naturale in occasioni del genere e allora bisogna trovare nuove soluzioni per conservare l’immagine di un anno scolastico volato via tra mille difficoltà e poche emozioni. Per renderlo in parte normale.

C’è chi si organizza scattando foto singole a viso scoperto degli alunni, chi preferisce farla all’aperto puntando sul distanziamento, ricollocando, poi, tutti i protagonisti con l’aiuto della tecnologia. C’è anche chi ha rinunciato, soprattutto alle medie e alle superiori dove la pandemia ha cancellato altri pezzi di tradizione: le gite o le feste di fine anno, ad esempio.

Una foto, insomma, prerogativa soprattutto dei più piccoli e un giorno, guardando quello scatto, bisognerà probabilmente raccontare loro quello che hanno inconsapevolmente vissuto e quello che gli è stato inevitabilmente tolto.