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“Si e’ aperto un dialogo con i detenuti e hanno deciso di bloccare ogni forma di protesta senza che questo sia avvenuto in seguito a nostre promesse”: lo hanno detto, uscendo dal carcere di San Vittore, Alberto Nobili, responsabile dell’antiterrorismo milanese, e Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di Sorveglianza. I detenuti “hanno ragionato insieme a noi sulla inutilita’ assoluta su questo tipo di proteste e hanno convenuto di poter studiare percorsi migliorativi della vita del carcere. Il primo dei quali e’ il sovraffollamento. Quando hai 500 detenuti di troppo, scoppiano disordini “.

Il tribunale di sorveglianza di Milano e’ al lavoro per “potenziare e incentivare tutte le misure alternative, anche con un tavolo che si e’ aperto con le direzioni delle carceri e con il Provveditorato regionale”. Lo ha spiegato, uscendo dal carcere di San Vittore questo pomeriggio, Giovanna Di Rosa, presidente del tribunale di Sorveglianza, che ha anche affermato di aver “avviato intesa con i Sert per concedere piu’ affidamenti terapeutici possibili”. L’intenzione, ha spiegato Di Rosa, e’ quella di ridurre il piu’ possibile il numero dei detenuti all’interno delle carceri, concedendo, ove possibile, le misure alternative.

“Faremo una segnalazione, noi come Procura di Milano e il Tribunale di Sorveglianza di Milano, al Ministero e al Dap perche’ si prendano sulle spalle la responsabilita’ del sovraffollamento e prevedano modifiche normative in modo da alleviare la permanenza in carcere”: cosi’ Alberto Nobili, responsabile dell’Antiterrorismo, e il presidente del Tribunale di Sorveglianza Giovanna Di Rosa hanno spiegato al termine dell’incontro con una rappresentanza dei detenuti di San Vittore, che ieri hanno inscenato una rivolta. Incontro a cui hanno partecipato anche il pm Gaetano Ruta, il direttore del carcere Giacinto Siciliano e Manuela Federico, comandante della polizia penitenziaria della casa circondariale.