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Atteso come la manna dal cielo, forse anche di più perché averlo vorrebbe dire navigare a vele spiegate verso la normalità. Il vaccino rimane l’arma da trovare per riuscire a vincere la guerra contro il nemico invisibile. Il covid-19 sembra ora fare meno paura ma continua a circolare e l’apprensione per un ritorno in autunno è palpabile. Buone notizie, però, arrivano dall’Oms. Soumya Swaminathan, responsabile degli scienziati, si è detta ottimista in merito alla possibilità di avere una cura entro la fine dell’anno. “Nutro la speranza e sono ottimista. Se avremo fortuna, ci saranno uno o due vaccini di successo”, ha dichiarato la pediatra indiana e scienziata clinica nota per le sue ricerche sulla tubercolosi. “Lo sviluppo di un vaccino è un compito complesso, comporta molte incertezze. La cosa positiva è che abbiamo molti vaccini in modo che anche se il primo o il secondo falliscono, non perdiamo la speranza, non ci arrenderemo”. Le alternative non mancano, considerando che sul tavolo dell’Oms ci sono quasi 300 vaccini in fase di sperimentazione, tre dei quali stanno per iniziare la fase finale dei test sull’uomo. L’obiettivo, come detto, è quello di riuscirne ad avere almeno uno efficace entro la fine di questo 2020. “Una distribuzione equa sarà possibile solo se il mondo si unisce, se i paesi accettano questo meccanismo”, ha concluso la Swaminathan, “la priorità potrebbe essere data, ad esempio, ai conducenti e agli operatori delle ambulanze o ad altri operatori sanitari. Penso anche la polizie o a coloro che lavorano nei supermercati. Queste sono le persone molto più esposte”.