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Milano – “Oggi abbiamo rivendicato l’aiuto dato a Fabo perché era un suo diritto e un nostro dovere”. E’ quel che si è limitato a dire Marco Cappato al termine dell’udienza lampo che si è tenuta davanti al gip di Milano Luigi Gargiulo il quale entro una settimana dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione dell’indagine a carico dell’esponente radicale indagato per aiuto al suicidio per la vicenda di Dj Fabo o eccepire illegittimità costituzionale sollevata da Procura e difesa e trasmettere gli atti alla Consulta.

Uno dei legali di Cappato, Massimo Rossi, ha spiegato che il reato di istigazione o aiuto al suicidio “è frutto di un periodo storico particolare, il Ventennio in cui c’era il regime totalitario. Allora c’era l’idea che lo Stato era padrone del nostro corpo. Oggi, con la Carta Costituzionale, le cose vanno inquadrate in modo diverso e si può dire che Marco Cappato ha aiutato una persona ad esercitare un diritto costituzionalmente riconosciuto”.