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Napoli – Una ambulanza per trasportare droga da parte di un autista (posto oggi agli arresti domiciliari), utilizzato come corriere. L’uomo si recava ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche gli ignari ammalati (in un caso persona dializzata), effettivamente bisognosi di assistenza. E’ uno dei particolari emersi dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 56 persone da parte dei Carabinieri a Salerno.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati oltre 5 chili di cocaina e tre di hashish, con contestuale arresto in flagranza del reato di complessivi 15 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori. Dal volume di sostanze approvvigionate e smerciate nel periodo di svolgimento dell’indagine, è stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a non meno di 5.000.000 di euro annui. L’indagine è partita da un giro di noti e abituali assuntori che si recavano a casa di Giacomo De Risi, arrestato oggi e già ai domiciliari per precedenti specifici. Si è scoperta l’esistenza di una strutturata organizzazione, da lui promossa e diretta.

Tra i principali stabili fornitori sono stati individuati soggetti appartenenti o legati alla famiglia Gionta di Torre Annunziata, e in particolare Valentino Gionta (nipote dell’omonimo, storica figura apicale del citato clan) e suoi sodali/referenti; Nicola Fiore alias “O’ Pallin”, paganese con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e stupefacenti, già affiliato al disciolto clan Contaldo sodalizio autoctono collegato alla “Nuova Famiglia”; e, ancora, altri paganesi in accertati rapporti di frequentazione con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata locale ovvero in rapporti di parentela con essi: è il caso di Giuseppe D’Auria, nipote di Giuseppe Olivieri detto “Peppe Saccone”, quest’ultimo figura di grande rilievo della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80 e referente areale della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato camorristico il 25 giugno 1990.

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