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“Per favore, tassateci. E’ la scelta giusta, è l’unica scelta”. Con questa frase si chiude la lettera dell’associazione “Millionaires for Humanity”, firmata da 83 ‘super ricchi’ provenienti da ogni angolo del pianeta che chiedono espressamente ai governi di assumersi la responsabilità di gestire il loro denaro “per riequilibrare le sorti dell’umanità”

Un’iniziativa generosa, una notizia al limite della fantascienza se pensiamo al nostro vivere quotidiano. Ottantatrè persone, in rappresentanza delle loro aziende e delle loro ricchezze, si espongono chiarendo che hanno abbastanza soldi, troppi soldi non spesi, per fronteggiare l’emergenza sanitaria legata al Covid-19. E che quei soldi vogliono ora destinarli al futuro di chi non arriva a fine mese.

“Per farlo la carità non basta – scrivono – occorrono delle leggi. Tassateci. Possiamo assicurarci di finanziare adeguatamente i nostri sistemi sanitari, scuole e sicurezza attraverso un aumento fiscale permanente sulle persone più ricche del pianeta. Oggi noi sottoscritti milionari chiediamo ai nostri governi di aumentare le tasse su persone come noi. Subito. Sostanzialmente. Permanentemente”.

Parole che assumono ancor più significato nella parte finale, in cui la presa di coscienza appare più limpida: “A differenza di decine di milioni di persone in tutto il mondo non dobbiamo preoccuparci di perdere il nostro lavoro, le nostre case o la nostra capacità di sostenere le nostre famiglie. Non stiamo combattendo in prima linea in questa emergenza e abbiamo molte meno probabilità di essere le sue vittime. L’umanità è più importante dei nostri soldi”.

Il futuro del mondo dipenderà dall’azione dei governi ma anche dai gesti delle persone, dal loro lato umano. Quello di Millionaires of Humanity è un atto che può potenzialmente smuovere le coscienze. Le firme, per quanto importanti, restano poche. Secondo il “Guardian” sono oltre 500mila le persone nel mondo classificate come “ultra ricche”, ovvero quelle che vantano un patrimonio superiore ai 30 milioni di dollari. La sfida è stata lanciata dagli 83 firmatari del documento (qui in versione integrale), toccherà vedere quanti colleghi, adesso, li seguiranno. 

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