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Le gaffe sono come le ciliegie, una tira l’altra. Ne sa qualcosa Matteo Salvini, a cui ultimamente sembra non andarne bene una. Il video che lo ritrae nell’azione di ingurgitare frutta senza soluzione di continuità mentre Luca Zaia parla di cose ben più serie (il caso dei bambini morti all’ospedale Borgo Trento) ha fatto il giro d’Italia. Ancora peggio, se possibile, è giudicabile la reazione a freddo del diretto interessato. Gonfio in petto, Salvini qualche ora dopo ha puntato verso sé la classica fotocamera e ha sentenziato: Sto per compiere un altro gesto rivoluzionario, inquadrando poi altre ciliegie che avrebbe mangiato di lì a poco. Strategia, confusione o tentativo maldestro di salvarsi in corner? Delle tre l’una, di sicuro resta l’imbarazzo che fa il paio con quanto aveva mostrato in mattinata nel corso di un’altra conferenza stampa. Lì si era superato, arrivando addirittura a pulirsi goffamente gli occhiali con l’odiata mascherina.

Salvini, è risaputo, deve la sua popolarità anche alle critiche mosse pubblicamente da chi non ha intenzione di piegarsi al suo sistema comunicativo (spesso distorsivo) basato sulla semplificazione. Grazie alla media ponderata di “un post al secondo”, può definirsi – tra le altre cose – uno dei punti di riferimento dei leoni da tastiera, quelli che si scagliano contro tutto e tutti, che vanno all’assalto di ciò che non possono gestire o che non possono raggiungere, che sentenziano e improvvisano ad arte. Un fenomeno in costante aumento, che nelle scorse ore per un curioso gioco di parole ha visto coinvolta suo malgrado Miriam Leone, il cui nome è diventato di tendenza per un giudizio estetica: “Volevo dirle che per queste sopracciglia devi chiedere i diritti d’autore a Marrabbio di Kiss Me Licia”, ha scritto una donna su Twitter mettendo in dubbio la bellezza dell’attrice. Apriti cielo. Ne è nato un dibattito che non accenna a placarsi, con i fan dell’ex Miss Italia schierati in prima linea e pronti a vendere cara la pelle. Decine e decine di commenti, tra una ciliegia e l’altra. Ma siamo sicuri di non avere niente di meglio da fare?.

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