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Gli occhiali da sole nascondono lo sguardo da duro, il passo autoritario e la schiena dritta fanno il resto. Il vigile urbano scende dalla macchina, indica il novello sposo e lo sfida: “Venga un attimo qui”. Si prende la scena, sa di essere il terzo incomodo di un giorno perfetto. Poi sfila la penna dalla tasca, abbassa la testa e compila il verbale tra l’incredulità dei presenti.

A Lecce l’idillio di una cerimonia nuziale è stato spezzato da un gesto estremo. Troppo fastidioso il rumore del clacson dell’auto che trasportava gli sposi, almeno secondo il garante della sicurezza, che si è mostrato inflessibile e ha disegnato la cifra sul foglio: 85 euro di multa. Tanto dovranno pagare i due per l’infrazione. 

A un tratto, nel video girato in piazza da uno degli invitati, compare anche la sposa: “Stai rovinando il giorno più bello della mia vita”, gli dice. Ma lui, il temerario, se ne cura poco. Anzi, sembra gonfiare il petto, gasato com’è dalle improvvise luci della ribalta.

Le immagini suscitano stupore, amarezza e ilarità. Un matrimonio senza clacson è un matrimonio senza riso. Il vigile di Lecce, ladro di gioia, si è portato via anche quello. 

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