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Anche quest’anno, per partecipare a una gara d’appalto le aziende devono dimostrare di avere tutta una serie di requisiti fondamentali attraverso la cosiddetta attestazione SOA.

Nel dettaglio, “SOA” è un acronimo per Società Organismi di Attestazione e sta ad indicare tutte quelle realtà eminenti specializzate in diritto privato che si accertano della validità e della qualità di specifici parametri. Il fine ultimo dell’attestazione rilasciata è quello di garantire l’investimento oculato del denaro pubblico, nonché conferire alle aziende partecipanti la possibilità di aggiudicarsi gare d’appalto.

Ciò avviene anche grazie al monitoraggio attivo e continuativo delle documentazioni (MAD): a tal proposito, per avere la certezza di presentare correttamente e velocemente i documenti necessari, è possibile affidarsi ad appositi professionisti del settore.

Ne costituisce un esempio Soa Semplice, realtà che mette a disposizione delle aziende un’assistenza completa, che va dalla verifica della soddisfazione dei requisiti per ottenere l’attestazione alla preparazione della documentazione e della modulistica necessarie per presentare la domanda presso la società di riferimento prescelta.

Chi può richiedere l’attestazione SOA

Secondo il DPR 207 del 2010, l’attestazione SOA deve essere richiesta da tutte quelle aziende che si trovano a partecipare a gare d’appalto di un valore che superi i 150 mila euro.

Esistono 10 differenti fasce in cui vengono classificati i lavori, in base alla loro entità economia: a questo proposito, vale la pena ricordare come oltre i 500 mila euro sia necessario affiancare all’attestazione SOA anche la ISO 9001.

L’azienda dovrà inoltre dimostrare di avere una certa stabilità economica, con un giro d’affari idoneo, conti naturalmente all’attivo e referenze bancarie impeccabili: non solo, ma l’attrezzatura per eseguire correttamente i lavori dovrà corrispondere a circa il 2% degli investimenti, inclusi leasing e noleggi.

Esistono percentuali da rispettare anche per quanto concerne il personale operaio assunto a tempo indeterminato così come per quello che riguarda la formazione di determinate figure professionali all’interno dell’azienda.

Requisiti dal punto di vista tecnico

Il Direttore Tecnico dovrà dimostrare di avere avuto una formazione di studio tecnico-scientifica in linea con quella che è la tipologia di lavoro da svolgere (solitamente si tratta di diplomi di laurea da ingegnere, geometra e simili).

In tal senso, l’azienda presenterà opportuna certificazione sui lavori svolti precedentemente in un arco temporale di 15 anni, con la categoria per la quale si sta partecipando alla gara d’appalto che ne rappresenti perlomeno il 90%. Gli importi del singolo lavoro dovranno essere pari al 40% rispetto alla classifica e, se sono due la somma dovrà dare il 55%.

Sempre in riferimento al Direttore Tecnico, inoltre, va specificato che si tratta di una figura che risulterà strettamente legata all’azienda, in qualità di socio, ad esempio, oppure rappresentante legale e collaboratore esterno, se necessario. Ovviamente, in questi casi il contratto che lo lega risulterà correttamente registrato all’Agenzia delle Entrate.

Etica corretta e assenza di irregolarità

Un’azienda che decide di partecipare oggi a una gara d’appalto, inoltre, dovrà dimostrare un’etica professionale impeccabile sotto diversi punti di vista.

Ad esempio, all’iscrizione nel Registro delle Imprese dovrà affiancarsi la totale assenza di irregolarità nello svolgimento di lavori passati, oltre che di quadri fiscali poco chiari.

Per quanto concerne i dipendenti, poi, va dimostrato il versamento costante e corretto dei contributi ai fini previdenziali nel cosiddetto DURC, ovvero il Documento Unico di Regolarità Contributiva, che indica i pagamenti regolari a enti quali l’INPS e l’INAIL.

Completano il quadro la mancanza totale di sanzioni, interdizioni, dolo, false dichiarazioni o infrazioni a carico della sicurezza dei lavoratori.