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Salerno – Da quando l’Ucraina ha scelto di avvicinarsi ai Paesi dell’Unione Europea per rafforzare i valori e le tradizioni  che già ad essi la legavano, molte cose sono cambiate. A descrivere l’evoluzione (economica e sociale) dell’ex granaio dell’Urss è l’avvocato salernitano Antonio Labonia, responsabile Nazionale CEPI: “Piano piano – afferma – si sta cercando di rendere il Paese moderno e competitivo con una economia in continua crescita e in forte espansione. Con i nostri uffici in Ucraina stiamo aprendo collaborazioni tra imprese e istituzioni per un maggiore sviluppo tra i nostri associati, le Istituzioni e le realtà locali anche alla luce della firma, nel maggio dello scorso anno,  di un memorandum di Intesa tra il Ministero della Salute Italiano e il ministero della Sanità ucraino per la collaborazione nel settore delle malattie oncoematologiche pediatriche. Tale collaborazione  nei suoi aspetti principali determinerà la promozione della cura in Italia dei minori ucraini affetti da patologie oncoematologiche e, parallelamente, si instaurerà il meccanismo di applicazione in Ucraina dei protocolli medici sotto la supervisione di team medici italiani. Ciò al fine di avvalersi dell’esperienza nel settore sanitario e per avviare forme di collaborazione attraverso corsi di formazione in Italia di personale medico Ucraino”. Dinamica che tiene dentro, pienamente, la Campania: “Nella nostra regione ricerca, prevenzione e cura di patologie pediatriche hanno fatto enormi passi in avanti trasformando alcune strutture in centri europei di eccellenza, penso – ad esempio – al Santobono-Pausilipon ed alle fecoltà di medicina delle università di Napoli e Salerno. Ai fini del migliore e più proficuo rapporto con l’Ucraina cercheremo quindi di sensibilizzare quanti tra istituzioni, unità ospedaliere, università di medicina e strutture sanitarie sino disponibili a collaborare affinché si possa aiutare a far crescere e sviluppare un comparto cosi importante come quello pediatrico e stringere sempre un più forte legame di amicizia  tra i nostri popoli”.