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La moda italiana è da sempre sinonimo di eccellenza e di qualità nel mondo. Le persone sono diventate più attente e scrupolose anche nella scelta dei materiali, dei tessuti, dei filati: proprio per questo motivo non si può non attribuire spazio al tema della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente.

Sono tanti i brand che hanno deciso di abbracciare questo filone di produzione: è sicuramente vero che c’è ancora un lungo cammino da percorrere ma, grazie alla pressione e alla consapevolezza dei consumatori, molti marchi si stanno rendendo conto di quanto sia imprescindibile un’inversione di rotta.

Di quali brand si può iniziare a parlare, in questo settore, e dove poter acquistare capi ecosostenibili?

Cangiari: senza dubbio uno di quelli che vale la pena menzionare e che è stato tra i primi ad avviare questa “rivoluzione”. Per Cangiari l’etica deve esserci ovunque: nei materiali, grazie all’utilizzo di colorazioni e materiali bio, certificati Gots, per il massimo rispetto dell’ecosistema e del benessere di chi li indossa; nella filiera di produzione, totalmente made in Italy e costituita dalle cooperative sociali del Gruppo Goel, luogo sociale di inserimento lavorativo per persone svantaggiate; nel marchio stesso che lancia un preciso messaggio: recuperare le antiche tecniche di tessitura a mano della propria terra d’origine, la Calabria, e trasformarle in capi preziosi.

Shop à https://cangiari.com/it/

Par.co denim: azienda bergamasca che pensa, crea e realizza abbigliamento denim sostenibile a filiera corta attraverso una riduzione del consumo di acqua e sostanze chimiche pericolose per persone e ambiente. Brand con il miglior livello di rating (VVV+) progetto Animalfree LAV.

Shop à https://shop.parcofashion.eu/.

Quagga: si occupa prevalentemente della produzione di abbigliamento invernale etico e sostenibile, privo di sostanze tossiche e nocive, realizzato in contesti di giustizia sociale e che pone al centro della propria attività il rispetto per l’ambiente e per le persone. I materiali sono costituiti al 100% da fibre riciclate prive di sostanze nocive che tutelino la salute del consumatore e, grazie ad un’esclusiva etichettatura, è possibile conoscere l’intera filiera di realizzazione di ogni singolo capo.

Shop à https://www.quagga.it/it/

Carmina Campus: “creare senza distruggere”, questo lo slogan di Carmina Campus, brand di Ilaria Venturini Fendi nato nel 2006 con l’obiettivo preciso di esprimere un’idea di moda sostenibile. Se alla bellezza estetica si aggiunge l’aspetto etico e sociale vuol dire che si è riusciti nell’intento: attraverso il recupero di materiali esistenti, grazie ad artigiani di altissimo livello, possono essere concepiti e creati capi nuovi, che abbiamo però un valore aggiunto. Un vero e proprio progetto di rispetto sociale a 360° quello di Carmina Campus, che considera il lavoro un’opportunità di riscatto.

Shop à http://www.carminacampus.com/it/

Ecodream: per le amanti delle borse e gli accessori questo potrebbe essere il brand ideale. La produzione, artigianale e totalmente Made in Italy, prevede la combinazione di diversi tipi di materiali, tessuti e colori, ed è integralmente artigianale e localizzata. Le proposte includono anche prodotti cruelty free (vegan). La fascia di prezzo in cui si colloca il marchio è piuttosto accessibile, per un pubblico attento e sensibile alla tematica ambientale.

Shop à https://ecodreamdesign.it/shop/

La moda sostenibile dunque si sta affermando coraggiosamente, permettendo anche a chi ami vestire bene e in modo non impattante sull’ambiente, di poter scegliere abiti, tessuti e brand che rispettino la natura e si pongano in coerenza con una visione dell’esistenza ecologica e “gentile”.

Se è vero che la sensibilità ambientale è cresciuta e si sta diffondendo sempre di più tra i giovani è necessario che a tale domanda di rispetto si diano risposte anche nell’ambito della moda che, al di là dell’aspetto “effimero”, anzi spesso decisamente sottovaluto nella sua dimensione culturale, può invece diventare veicolo di educazione e di promozione di sane pratiche. A patto, però, che tali indicazioni non siano acquisite solo come un trend o un fenomeno passeggero, ma rappresentino il volano per un vero e proprio cambiamento di stile di vita. 

                                                                                                      Giovanna Fusco