Tempo di lettura: 3 minuti

Si sta parlando sempre più spesso, negli ultimi tempi, della questione “buoni pasto“, un problema che già da diverso tempo è stato sollevato dagli operatori della ristorazione e che ora è sfociato in delle vere e proprie azioni di protesta.

Anche in Campania gli imprenditori del settore hanno deciso di far sentire la propria voce, in linea con i loro colleghi di tutta Italia.

Il sistema dei buoni pasto starebbe divenendo insostenibile

Il “grido” è fondamentalmente questo: il sistema dei buoni pasto sta divenendo insostenibile in quanto le aziende che li accettano vedono ridurre i propri guadagni in un modo eccessivo, tanto da compromettere il legittimo obiettivo di creare valore aggiunto a livello economico.

Quanto è stato sottolineato dagli esercenti, in effetti, è preoccupante: gli operatori del settore sottolineano il fatto che accettando buoni pasto nella quantità di 10 euro, all’azienda ne ritornano effettivamente non più di 8, senza trascurare il fatto che le somme vengono spesso riconosciute con congruo ritardo.

Dinanzi a questa situazione così complessa viene dunque richiesto un intervento da parte del Governo, altrimenti il rischio è, appunto, che gli esercizi si rifiutino all’unanimità di accettare questi ticket, facendo collassare il sistema.

L’impegno attivo da parte di FIPE

La questione è stata accolta con il dovuto interesse anche da Fipe, ovvero la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, la quale ha subito accolto le lamentele degli esercenti reputandole assolutamente fondate e meritevoli di attenzione.

Sul sito Internet ufficiale della Federazione è oggi possibile leggere un comunicato in cui si sottolineano le parole di Aldo Cusano, Vice presidente vicario di Fipe.

Cusano ha sottolineato positivamente l’apertura riscontrata da parte di Consip, centrale acquisti della Pubblica Amministrazione Italiana, questo è tuttavia considerato solo il primo passo: ciò che è necessario è che il Governo affronti la situazione in modo netto, ponendovi rimedio per tutelare da un lato i lavoratori che usufruiscono dei ticket, dall’altro gli imprenditori che li accettano.

I buoni pasto, come noto, sono sostanzialmente dei benefit che sia la Pubblica Amministrazione (nel caso dei dipendenti pubblici) sia le aziende private possono mettere a disposizione dei lavoratori affinché possano acquistare i generi alimentari di cui necessitano.

La necessità di preservare il lavoro delle aziende del settore ristorazione

Non c’è dubbio sul fatto che per il lavoratore questa prerogativa sia assai utile: in questo modo, infatti, l’indispensabile acquisto dei generi alimentari non va a corrodere lo stipendio mensile, per contro però bisogna anche preservare il lavoro delle aziende ristorative che offrono la possibilità di acquistare alimenti con i ticket.

Anche nel mondo della ristorazione, d’altronde, le aziende devono sostenere dei costi tutt’altro che trascurabili, basti pensare ai costi del personale, l’affitto dei locali, l’ottenimento dei permessi e la formazione obbligatoria (la cosiddetta HACCP).

A ciò vanno ad aggiungersi i costi relativi all’acquisto delle indispensabili strumentazioni tecniche, dal forno all’impastatrice (l’e-commerce All For Food è ricco di esempi), i costi di promozione e marketing, le spese legate alla presenza di insegne luminose e quant’altro possa essere utile a un’attività di questo tipo.

Non resta che attendere, dunque, per scoprire se vi saranno o meno delle novità rilevanti per quel che riguarda il mondo dei buoni pasto, benefit preziosissimi per i lavoratori, certamente, ma anche il lavoro delle aziende operanti nel mondo della ristorazione deve essere preservato.