Tempo di lettura: 3 minuti

Una nuova vita per Enrico Ruggeri. Lui, insieme a Morandi e Tozzi spopolò a Sanremo con ‘Si può dare di più’: evidentemente ha preso alla lettera quel monito del 1987. Ruggeri, classe ’57 è il nuovo attaccante di una squadra di serie D e per uno che canta, giocare nel Sona non stona nemmeno tanto. 

Ma cantante-attaccante non è un passaggio nuovo nel calcio. Anno 2002/03, Cava de’ Tirreni, campionato di serie D. Un solo obiettivo per la Cavese: tornare nel calcio professionistico. Squadra costruita per vincere, ma partenza ad handicap. Ed allora la rivoluzione parte dalla panchina: via Lello Di Fusco arriva Mario Somma e la scelta è a dir poco azzeccata ‘nonostante’ lo scetticismo della piazza di carattere campanilistico per i suoi trascorsi in maglia granata. Somma infila 12 vittorie e un pari e si piazza presto in vetta. Vincerà il campionato con largo anticipo e alzerà al cielo lo Scudetto di serie D in finale con l’Isernia ai rigori. 

Tecnico vincente che mantiene le promesse: “Se all’ultima di campionato contro il Vittoria siamo già promossi, potrai realizzare il tuo sogno”. Parole che mister Somma proferì a Biagio Antonacci, professione cantante con la passione del calcio. Leader della Nazionale Cantanti, con un sogno nel cassetto: non un concerto a Wembley, non un disco d’oro, non un trionfo a Sanremo ma l’esordio in una squadra di calcio in un campionato federale. Vigor Lamezia seconda in classifica a distanza di sicurezza, ed allora ogni promessa è debito. 

Antonacci raggiunse Cava de’ Tirreni il mercoledì mattina antecedente l’ultima di regular season. L’allora 40enne cantante milanese stava per realizzare il suo sogno: si allenò con grande intensità ma partì dalla panchina quel giorno in cui il ‘Simonetta Lamberti’ era un catino pronto a regalare il giusto calore ad una squadra che aveva dominato il campionato.

Al 9′ della ripresa Antonacci entrò in campo, si piazzò in avanti ed ebbe anche la grande chance a pochi minuti dalla fine quando a pochi passi dal portiere siciliano ciccò la conclusione e la gara terminò sull’1 a 1. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma ancora oggi il cantante lombardo ricorda con grande emozione quella giornata. «Quando ho giocato in Serie C2 con la Cavese: mi hanno fatto il cartellino per una sola partita – ha ricordato qualche anno fa –  Quel giorno avevo 39 anni ed ero un calciatore a tutti gli effetti. Purtroppo sbagliai un gol. Ho pensato per anni a quel gol mancato».