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Notizie contrastanti, arrivate tutte insieme come trasportate dalla medesima folata di vento. Nel mondo del calcio continua a regnare l’incertezza e la conferma, se mai ve ne fossero dubbi, sta tutta nei fatti accaduti nelle ultime ore.

A Roma, dove si è svolto il Consiglio Straordinario della Figc, viene “confermata all’unanimità l’intenzione di portare a termine la stagione sportiva 2019-2020, qualora il Governo ne consenta lo svolgimento, nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza. La ripresa dell’attività sportiva, nella cosiddetta Fase 2, avverrà in ossequio alle indicazioni di Fifa e Uefa, alle determinazioni della Figc nonché in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori“.

Notizie positive, confermate poco dopo da Damiano Tommasi. Il numero uno dell’AIC, l’Associazione Italiana Calciatori, dirama un comunicato nel quale viene ribadita l’intenzione dei giocatori di tornare in campo. “La volontà dei calciatori e delle calciatrici è, e sarà sempre, quella di tornare al più presto in campo con le più ampie garanzie di sicurezza per tutti gli addetti ai lavori“, si legge in uno stralcio della nota.

Tutto sembra procedere nel verso giusto ma a turbare gli equilibri arriva la voce di una spaccatura in seno alla Lega. Secondo l’agenzia Adnkronos, sarebbero infatti otto le società del massimo campionato contrarie alla ripresa dell’attività agonista. Nello specifico averebbero posto il loro veto Parma, Spal, Brescia, Torino, Sampdoria, Udinese, Bologna e Fiorentina. Il tutto alla vigilia di un’assemblea in videoconferenza della Lega Serie A in programma domani che si preannuncia infuocata.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco ci pensa, infine, Vincenzo Spadafora. “Oggi non do per certo né la ripresa del campionato né degli allenamenti il 4 maggio“, dichiara il ministro dello sport al Tg2, “il calcio è l’ultimo dei problemi. Oggi non si può dare per certa nessuna riapertura se prima non capiamo le possibilità per il nostro Paese. Ora dobbiamo capire se il mondo del calcio sono pronti a riprendere. Valuterò con molta attenzione la ripresa degli allenamenti, ma questo non deve dare l’illusione che automaticamente voglia dire riprendere il campionato“. Una spaccatura confermata dalla battuta riservata proprio da Spadafora nei confronti di Gravina: “Prima rivendicano l’autonomia, poi dicono di essere sollevati da un intervento del governo sul calcio“.