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Il mercato immobiliare in Italia è sempre più dinamico e a registrare i dati migliori sono attualmente le grandi città, in primis Roma e Milano. L’interesse degli acquirenti per gli immobili in queste metropoli è elevato, come dimostrano le transazioni in crescita.

I primi tre mesi dell’anno in corso sono stati positivi per il mercato immobiliare italiano e nel complesso si è registrata una crescita di otto punti percentuale. Analizzando più nel dettaglio le transazioni effettuate in questi mesi del 2019, si può notare come il 76.6% delle compravendite siano state fatte per acquistare la prima casa o per cambiare la propria residenza principale.

Non manca l’interesse degli investitori sul mattone, infatti gli acquisti per investimento sono stati il 17.9% del totale. Minore invece la percentuale – circa il 5.5% – di transazioni portate a termine per acquistare una casa per le vacanze.

Roma e Milano: tanto interesse per le case in vendita

Parlare dei dati nazionali consente di farsi un’idea della salute del mercato immobiliare italiano nella sua interezza, ma è utile anche esaminare attentamente la situazione delle città che trainano maggiormente la crescita immobiliare del nostro paese.

Il 2019 conferma la crescita della compravendita di immobili nelle grandi città ed in particolare, come anticipato, a Roma e a Milano, che sono state due delle città ad attirare i capitali maggiori. Un fenomeno che interessa in particolare le grandi città è la ricerca da parte degli acquirenti di immobili di lusso, che possono essere acquistati sia per accrescere il patrimonio immobiliare familiare, sia come investimento su case in posizioni strategiche e con caratteristiche apprezzate dagli amanti dello sfarzo.

Chi è interessato all’acquisto di un immobile di lusso in Italia può scegliere tra le tante proprietà in vendita proposte da realtà del settore quali Italy Sotheby’s, che mette a disposizione dei propri clienti serietà ed esperienza.

Per esempio, chiunque abbia il desiderio di acquistare un immobile di pregio a Roma, può consultare il sito di Sotheby’s alla pagina https://www.italy-sothebysrealty.com/it/roma.aspx e visionare tutte le sue esclusive proposte: si va da attici e loft collocati in pieno centro storico a meravigliose ville immerse nel verde delle zone più tranquille della capitale. Un discorso simile vale per Milano, città che negli ultimi anni è cresciuta molto ed è riuscita a valorizzare anche le zone periferiche, giungendo di fatto alla creazione di nuovi centri vivaci. Parlare oggi del Duomo e delle zone limitrofe come uniche aree di valore per gli immobili nella città meneghina sarebbe infatti riduttivo: chi cerca case di pregio si mette alla ricerca di opportunità di acquisto non solo nel centro storico, ma anche nella zona Isola – Garibaldi e nella nuova area definita City Life.

Il valore delle case a Milano è aumentato in maniera netta e si è registrata infatti una crescita del 5.7%, che ha reso sicuramente soddisfatti anche coloro che hanno acquistato casa negli scorsi anni. In questi primi mesi del 2019, molti investitori hanno scelto di impiegare parte del loro capitale per acquistare immobili in questa città, infatti la percentuale di transazioni per investimento è del 27.4%: un dato notevole, soprattutto se confrontato con quello nazionale del 17.9%.

Tempi di vendita sempre minori

Un altro dato che merita di essere analizzato è quello relativo ai tempi di vendita. Annualmente, infatti, si determina la media dei giorni che un immobile deve stare in vendita prima di essere effettivamente acquistato: nel 2018 la media nazionale nelle grandi città italiane era di 134 giorni, mentre nel 2019 il dato relativo sempre ai grandi centri urbani è sceso a 122 giorni.

Risultato eccellente per Milano, in cui bastano in media 87 giorni – fa meglio solo Bologna, con 85 giorni – per vendere la propria casa. Le tipologie di immobili più richieste sono i bilocali, ma non mancano le transazioni per case di lusso in zone di prestigio.

I tempi di vendita aumentano se si sposta l’analisi ai capoluoghi di provincia, aree in cui l’interesse degli investitori e degli acquirenti è minore, ma comunque in crescita rispetto a dodici mesi fa.