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De Luca continua a sbandierare come un suo personale successo l’approvazione di un piano ospedaliero che ha ben poco a che vedere con il progetto originario di questo governatore. La verità è che, a causa di scelte scellerate che violavano sistematicamente la legge, a questo risultato ci siamo arrivati con tre anni di ritardo. I precedenti piani presentati sono stati infatti puntualmente bocciati in quanto per nulla conformi agli standard di legge. E se c’è stata l’approvazione è solo perché l’ultimo piano, bocciato appena due settimane prima, è stato completamente riscritto sotto dettatura dello stesso ministero e sulla scorta di segnalazioni e dossier che abbiamo puntualmente inoltrato al nostro ministro in questi mesi. Quella che De Luca chiama vittoria, è stata una sua resa dopo quasi tre anni di braccio di ferro con la legge e le prescrizioni ministeriali che, fino ad oggi, si è sempre rifiutato di rispettare. E se i conti sono stati fatti tornare, è stato col sangue dei cittadini che pagano ticket, superticket e le aliquote più alte e che per cinque mesi l’anno devono pagarsi di tasca propria visite e accertamenti diagnostici a causa del puntuale esaurimento dei budget di spesa. Cittadini ricoverati in reparti in cui piove, che cadono a pezzi, se non infestati da formiche, come i casi al San Giovanni Bosco di una donna intubata e sommersa dagli insetti, le cui condizioni si sono aggravate proprio in queste ore, e il più recente che ha portato alla chiusura del Pronto Soccorso”. E’ quanto denuncia la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Nel piano ospedaliero – rivela Ciarambino – degne di nota sono le nostre vittorie. Grazie a noi è stato impedito lo smantellamento del Polo materno infantile all’Ospedale del Mare, che De Luca aveva cancellato privando un Dea di II livello di un reparto fondamentale per la sopravvivenza di mamme e bambini. A seguito di battaglie con i nostri parlamentari, abbiamo impedito la chiusura del Pronto soccorso del Sant’Agata. Così come abbiamo evitato la chiusura dei punti nascita di Polla e Sapri, che per De Luca avrebbero dovuto chiudere il 1 gennaio, dopo aver smantellato la rete nascite in Campania. Resta la distanza tra quanto scritto su quelle carte che il governatore si è limitato a mettere apposto per un suo tornaconto personale e quanto realmente intenderà fare. Staremo col fiato sul collo del governatore per verificare che neppure un punto del piano ospedaliero resti inattuato. Non possiamo fidarci di chi da anni utilizza la sanità come bancomat, per le sue passerelle elettorali e come arma di potere personale”.