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Luigi Traettino, 49 anni, casertano, imprenditore edile, è il nuovo Presidente di Confindustria Campania. Traettino, già Presidente di Confindustria Caserta dal dicembre 2016 al marzo 2021, è stato eletto all’unanimità dall’Assemblea, composta dai leader delle cinque territoriali campane.

Il neopresidente succede a Vito Grassi, e resterà in carica per il biennio 2021-2023. E’ nato e vive a Caserta, è sposato e padre di due figli, ed è titolare dell’impresa di costruzioni “Landolfi & Traettino”. “Sono onorato e orgoglioso – ha spiegato Traettinodi poter ricoprire un incarico così prestigioso e importante. Sono grato all’Assemblea e ai miei colleghi Presidenti per aver dimostrato fiducia nei miei confronti. Tuttavia, sento la responsabilità di un impegno che si presenta gravoso, specie in un momento come questo, segnato da oltre un anno di sofferenze per tutti e in particolare per chi fa impresa. Sono ottimista e credo che tutti insieme riusciremo a superare questa fase critica e a ripartire con ottimismo e voglia di crescere”.

Il neopresidente di Confindustria Campania ha posto l’accento sulla necessità di dimostrare compattezza per avviare la ripresa: “Credo – ha proseguito – che la coesione tra tutti gli imprenditori campani debba essere la leva per lo sviluppo strategico regionale. L’impegno deve essere quello di valorizzare al massimo l’unicità e i punti di forza di ogni singola territoriale, così da procedere uniti lungo il percorso della ripartenza. La crisi Covid ha evidenziato un pesante gap tra imprese meridionali e quelle del Nord in termini di innovazione e digitalizzazione, aggravando una situazione già molto critica.

Ora abbiamo una straordinaria e irripetibile opportunità di sviluppo rappresentata dal Recovery Fund. Bisogna intervenire – ha aggiunto Traettinoin tre aree fondamentali: riforme, investimenti in infrastrutture e investimenti industriali. Sul fronte delle riforme, penso in primo luogo a un’azione decisa sulla pubblica amministrazione: appare non più rinviabile un cambiamento radicale, fondato su una massiccia opera di sburocratizzazione attraverso la digitalizzazione e di formazione del personale. Inoltre, va subito rimosso il gap delle infrastrutture meridionali, potenziando gli interventi per le reti digitali, la logistica e i trasporti (anche in chiave ecosostenibile), in un’ottica di aggancio con le vie degli scambi euro-mediterranei.

Vanno rilanciate immediatamente anche le Zone Economiche Speciali (ZES), attribuendo poteri reali ai Commissari. Infine, anche i processi produttivi devono subire una forte modernizzazione: è vitale investire in innovazione e digitalizzazione per condurre le nostre aziende verso i livelli delle realtà più evolute a livello nazionale e internazionale”.