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Lo hanno ripetuto in tanti: finita l’emergenza coronavirus, la vita non sarà più come prima. E in fondo è vero, tanti saranno gli accorgimenti da adottare una volta messo alle spalle questo brutto periodo. Variazioni comportamentali, attenzione costante e rapporti umani che saranno, per forza di cose, modificati in tutto e per tutto.

Tutti in attesa della famosa fase 2, quella che potrebbe portare alla parziale apertura di alcune attività, al ritorno graduale alla vita di sempre. Per arrivarci c’è bisogno che si arrivi al di sotto del fattore R1 (il periodo nel quale un contagiato fa ammalare un’altra persona). Una volta raggiunto, si potrà pensare di rimettere in moto il paese, almeno parzialmente. Ovviamente, al momento, non si sa quando questo accadrà, si ipotizza che possa essere maggio. 

Occhio, come sempre, ai possibili assembramenti, quindi il distinguo tra le diverse attività va fatto. Per quanto riguarda gli uffici, sarà conservato lo smart working per tutte quelle attività che lo consentono, così da limitare la presenza dei dipendenti al minimo indispensabile; all’interno dei locali, però, dovrà essere garantita la giusta distanza tra i lavoratori, dotati di dispositivi di protezione. Più lenta la ripresa per bar e ristoranti, per i quali si attende che il fattore arrivi al di sotto dello 0,5 in maniera stabile. Regola chiare anche dopo aver rialzato le saracinesche: distanza tra i clienti e tra avventori e gestore di almeno un metro, mentre nella sala la distanza tra i tavolini dovrà essere di almeno due metri. Camerieri con guanti e mascherine. 

Agevolati i negozi, specie quelli piccoli, per i quali si potranno applicare le direttive già in uso per i supermercati e le farmacie: dispositivi di protezione e ingressi controllati e scaglionati. Per i grandi centri commerciali, invece, ci sarà da aspettare perchè si tratta di luoghi in cui si creano assembramenti corposi. 

Tempi più lunghi, invece, per quelle manifestazioni che si tengono in luoghi pubblici e che prevedono tanta gente: concerti, stadi, discoteche e cinema. In questi casi ci sarà bisogno che il fattore R sia stabilmente a 0. Ovvio che bisognerà trovare una soluzione, perchè interi comparti potrebbero andare in grossa difficoltà, ma questi settori vanno sicuramente in coda dal punto di vista decisionale. 

Infine, un grande occhio di riguardo sarà dato ai mezzi pubblici che non si sono mai fermati. Anche in questo caso saranno studiate delle variazioni: capienza ridotta e reintroduzione del controllore a bordo che avrà un compito in più oltre alla normale verifica dei tagliandi: misurare la febbre al passeggero.

Tutto da studiare nei minimi dettagli perchè un errore sarebbe imperdonabile.