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Torna a parlare Vincenzo De Luca, questa volta lo fa attraverso le colonne de Il Corriere della Sera. Il presidente della Regione Campania ha rilasciato un’intervista a Maria Teresa Meli nella quale ammette di non essere pienamente soddisfatto dall’ultimo dpcm del Governo. De Luca spiega anche il dietrofront in merito all’annunciato lockdown, entra nuovamente in conflitto con il ministro Azzolina per le scuole e commenta la guerriglia di Napoli, lanciando stoccate al sindaco De Magistris.

Dpcm – “Sono le misure più restrittive che si potessero adottare, nell’ambito di una scelta ancora intermedia fatta dal governo. Le alternative praticabili sono due: o chiudere tutto per un mese per frenare il contagio; o prendere misure rigorose, ma ancora parziali. Il governo ha optato per il piano B. È un passo avanti ma non basterà“.

Lockdown – “Chiusure più drastiche a livello locale non sono ipotizzabili perché sarebbero assolutamente inefficaci: chiudere un territorio, con il resto del Paese aperto, sarebbe una scelta tanto impraticabile quanto inutile dal punto di vista del contagio. Le Regioni hanno sostenuto l’opportunità di orari meno rigidi per bar e ristoranti, avendo scelto il governo la linea intermedia, a questo punto è importante che siano rapide ed efficaci le misure di ristoro annunciate, e di cui tanti operatori, nei mesi passati, non hanno beneficiato“.

Scuole – “È banale ripetere la litania sull’importanza della didattica in presenza. Siamo d’accordo tutti. Ma le decisioni vanno prese sulla base dei dati del contagio. Se in un territorio registro 400 contagi in ambito scolastico, che cosa si fa? È inevitabile ricorrere alla didattica a distanza. Farla soltanto per il 75% è una cosa incomprensibile. I dati forniti dall’Unità di crisi ci dicono che il contagio, nella fascia di età 0-18 anni, è cresciuto di 9 volte dopo le due settimane di apertura dell’anno scolastico, e che le fasce di età sono colpite allo stesso modo, a 5 come a 18 anni“.

Guerriglia – “È essenziale distinguere. Il 90% dei cittadini ha dato una prova straordinaria di autodisciplina. La vicenda di Napoli ha visto protagonisti pezzi di camorra, di antagonisti e di neofascisti. Solidarietà alle forze dell’ordine, e pugno di ferro contro i delinquenti. C’è chi ha bisogno di tenere aperto tutto per fare spaccio di droga. L’arresto di due pregiudicati mi auguro sia un segnale di svolta rispetto alla troppa tolleranza degli anni passati“.

De Magistris – “Di fronte a una città devastata dai delinquenti faceva il commentatore televisivo come se fosse a teatro. In qualunque Paese civile al mondo un tale soggetto dovrebbe essere messo in quarantena per i prossimi 20 anni“.