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Presentata l’edizione 2017 del “Ravello Festival”, che quest’anno compie 65 anni. Tradizione nel nome di Wagner, musica con i più grandi direttori d’orchestra, innovazione e incursioni nell’avanguardia, sperimentazione di nuovi linguaggi, jazz per ridurre le distanze, danza per lasciar parlare il corpo. Sarà Adam Fischer il primo degli autorevoli direttori internazionali a salire sul palco di Villa Rufolo per dirigere l’Hungarian radio symphony orchestra nell’esecuzione del I atto della “Walchiria” e della prima scena del III atto del “Sigfrido”. Una precisa scelta che dà forza alla spirito di uno dei più antichi festival italiani, che già dal 2016 innova la tradizione con una proposta artistica più complessa aperta alle contaminazioni contemporanee. Due i ritorni importanti, annuncia il direttore artistico per la musica, Alessio Vlad: Martha Argerich e Philip Glass, che ha scelto Ravello per festeggiare i suoi 80 anni. A villa Rufolo per la prima volta arriverà il coreografo israeliano Ohad Naharin, inventore tra l’altro del metodo “Gaga” per la cura dell’autismo. E il Festival stringe anche una speciale partnership con un’accademia di danza palestinese.
Grande musica, superba danza e una sezione jazz che per la prima volta ha un suo direttore artistico e in cartellone – Maria Pia De Vito – e anche eccellenze campane come il musicista Luca Aquino, di Benevento, già nome noto per gli amanti del genere. La kermesse è stata presentata dal governatore Vincenzo De Luca, che ha anche annunciato un piano triennale per gli eventi culturali della Campania.