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Napoli – Non è ancora il tempo per gioire, c’è ancora una guerra da combattere e da vincere. Vincenzo De Luca ne è consapevole, proprio per questo invita tutti i cittadini campani a non abbassare la guardia proprio adesso. Un semplice gesto potrebbe infatti mettere a repentaglio tutti i sacrifici fatti fino ad ora. Bisognerà procedere per step: “Senza squilli di trombe, stiamo già lavorando per la Fase 2 a cominciare dal piano sanitario”.

I primi passi in quella nuova direzione si dovrebbero cominciare a muovere a fine mese, quando la Campania seguirà la strada tracciata dalla Lombardia. “Ancora non abbiamo adottato la misura di Fontana, prima vogliamo mettere in produzione più di 3 milioni di mascherine e, a fine mese, faremo un’ordinanza per renderle obbligatorie”. Una volta prodotte “dalla prossima settimana partirà la distribuzione gratuita di mascherine alle farmacie, ai medici di medicina generale, alla residenze sanitarie assistite, alla Caritas, ai servizi sociali dei Comuni. Saranno messe in vendita nei supermercati e nei tabacchi a prezzo dimezzato rispetto a quello di costo, anche per evitare fenomeni speculativi. Tra due settimane l’uso sarà obbligatorio fuori casa”.

Ecco perché diventa fondamentale non commettere errori tra Pasqua e Pasquetta: “Chiunque sarà trovato fuori casa senza motivo, sarà sanzionato. Se ci riversiamo in strada, tra due settimane conteremo migliaia di contagi. In questi giorni c’è un pericolo rientro da Nord a Sud, ci saranno controlli rigorosi, la mobilità non è consentita. Dobbiamo impedire che ci venga portata un’onda di contagio che ci metterebbe in difficoltà nelle prossime settimane. Ci sono ammende che vanno da 400 a 4 mila euro. Le forze dell’ordine saranno impegnate con grande determinazione, chiunque sarà trovato fuori casa senza motivo sarà sanzionato”.

L’Italia e la Campania inizieranno a riaccendere il loro motore produttivo ma per tornare alla normalità servirà tempo. Ecco perché De Luca sta pensando anche ad ulteriori aiuti economici. “Dalla Regione è arrivato un piano da 900 milioni, sforzo gigantesco per dare una mano alla povera gente, alle imprese e ai professionisti che non hanno lavorato. Lavoriamo con gli Ambiti territoriali per elenchi di famiglie con disabili, per trasferire loro il bonus regionale. Abbiamo deciso di non far pagare agli studenti le residenze per i mesi in cui le Università sono chiuse. Abbiamo emesso un bando pubblico per le famiglie con minori sotto i 15 anni. Le informazioni le daremo martedì prossimo“, ha proseguito il Governatore, “con le stesse modalità di erogazione dell’Inps, verranno accreditati i contributi di maggio e giugno della Regione Campania per arrivare ai mille euro su pensioni minime. Temo che le risorse per il credito agevolato alle imprese arriveranno fra mesi. Noi abbiamo fatto un’altra scelta, abbiamo lavorato per portare da subito risorse alle imprese e alle famiglie. Senza complicazioni burocratiche, la sfida è far arrivare i soldi entro la fine di aprile. Non so quali saranno i tempi dei governi nazionali, i nostri dovranno essere questi”.

Va avanti con le proprie idee lo “sceriffo“, bocciando anche l’idea dei tamponi a tappeto. “La tamponite è diventata una malattia. Non è quello l’elemento importante, è necessario rispettare il distanziamento sociale e controllare la catena dei contatti positivi. Stiamo procedendo sulla base delle indicazioni dell’Iss facendo i tamponi quando vanno fatti. Mancano soprattutto i reagenti a livello internazionale, c’è una carenza mondiale. Anche per questo motivo è sbagliato e irragionevole pensare di fare i tamponi a tutti”.

“Devo dirvi con grande sobrietà che quello che abbiamo fatto come Regione Campania ha avuto il rispetto di tutta Italia. Vi ho detto dell’ospedale prefabbricato realizzato in dieci giorni: sarà simbolo di capacità amministrativa e concretezza. Abbiamo avuto modo di verificare che quando abbiamo problemi duri e seri da affrontare, le bandiere di partito non contano niente. Conta davvero soltanto la capacità amministrativa, l’organizzazione e la tenacia, oltre alla passione civile di cui hanno dato prova medici, infermieri, trasporto pubblico, dipendenti supermercati, volontari. Conta il sistema di valori, il sentirsi umani. Quando davanti agli occhi c’è la morte e la tragedia dei camion dell’esercito che portano decine di bare, bisogna capire che i valori sono fondamentali“, ha proseguito De Luca.

Un discorso lungo che si è chiuso con una speranza. “Mi auguro che la fase 2 di cui stiamo parlando sia segnata da questi valori e da nuova consapevolezza delle cose importanti e di quelle che non lo sono. Mi auguro che sia così“, ha concluso il presidente della Regione, “lo dico perché mi è capito di ascoltare qualche commento in relazione alla Campania che mi ha fatto sorridere. Tante persone, in Italia e anche da noi, si aspettavano l’ecatombe e che finisse cento volte peggio della Lombardia. Qualche commento di qualcuno quasi dispiaciuto che noi avessimo fatto un lavoro importante: ma come è possibile che non abbiamo avuto le tragedie qui?. Fase 2 sia di serietà e di rispetto reciproco. Noi abbiamo dimostrato di essere Regione che cammina a testa alta e dobbiamo esserne orgogliosi. Tutti abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri”.