Tempo di lettura: 2 minuti

Nella memoria difensiva che l’ex assessore alle politiche sociali del Comune di Salerno, Nino Savastano ha consegnato  ai giudici ha chiarito alcuni aspetti della sua relazione e del suo ruolo nella vicenda delle cooperative sociali ed il rapporto con Vittoria Zoccola, in parte prendendo le distanze dal colui il quale è ritenuto dagli inquirenti il garante degli equilibri ed il principale  referente del sistema che assicurava attraverso la continuità  degli appalti sostegno elettorale alla parte politica amica.

Nell’interrogatorio ad un certo punto Savastano chiarisce di non aver bisogno del sostegno elettorale di Zoccola avendo già 6000 voti e che il rapporto storico che ha Zoccola non è con lui ma con Franco Picarone, altro consigliere regionale che al momento non è indagato in questa inchiesta .“Molte persone delle cooperative venivano da me preoccupate di perdere il lavoro dopo tanti anni – ha detto Savastano che attende dal riesame la risposta sulla revoca agli arresti domiciliari in cui si trova attualmente – forse Zoccola ha avuto indicazioni da qualcun altro di darmi una mano”.

L’ex assessore alle politiche sociali si è detto interessato soltanto alla salvaguardia dei posti di lavoro e ha detto di non conoscere il dirigente del settore ambiente, anche lui agli arresti domiciliari Luca Caselli né di sapere a che piano si trova la sua stanza. Savastano ai pubblici ministeri che gli chiedono chiarimenti rispetto ad una intercettazione avvenuta sotto il palazzo di città chiarisce di non essere stato lui a suggerire il cambio dei presidenti delle cooperative per consentire loro di aggiudicarsi le gare anche dopo l’inchiesta scattata e di fermarsi a parlare con Zoccola di questi argomenti perché lo stesso sostava spesso sotto il Comune. E poi, infine ammette: l’unica leggerezza che ho commesso è stata quella di rivelare gli indirizzi che sarebbero stati presi dal Comune.