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L’Italia ha scelto di raccomandare l’uso preferenziale del vaccino anti-Covid Astrazeneca nei soggetti oltre i 60 anni di età. L’annuncio è stato dato dal Ministero della Salute nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, il direttore federale dell’Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini e il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza

L’Ema nelle scorse ore aveva riconosciuto i casi eccezionali di trombosi come “effetti indesiderati molto rari” del vaccino Astrazeneca, senza ritenere tuttavia necessario sconsigliare le somministrazioni a un determinato genere o fascia di età. Ogni Stato a quel punto è stato chiamato a prendere una decisione in autonomia e secondo proprie valutazioni. 

Locatelli e Magrini hanno tenuto a precisare che non si tratta di una bocciatura: “Non è il funerale di Astrazeneca, un vaccino che riteniamo efficace. Su 600mila pazienti a cui è stata somministrata la doppia dose di Astrazeneca nessuno ha mostrato eventi trombotici”.

La decisione assunta dal Ministero, tuttavia, cambia lo scenario della campagna vaccinale in Italia. Il Ministro Speranza nell’incontro con le Regioni ha assicurato che resterà la priorità ai più anziani ma è chiaro che le disposizioni influiranno anche sulle tempistiche con conseguente rinvio o cancellazione di alcune prenotazioni fissate fino a maggio. Sono inoltre circa 2 milioni e 300mila gli italiani che attendono il richiamo dopo la somministrazione della prima dose del vaccino anglo-svedese. 

Speranza ha assicurato che a breve dagli uffici del Ministero partirà una circolare con tutte le indicazioni. La prima, attesa, decisione è proprio quella sui richiami. L’Aifa relativamente ad Astrazeneca vuole che vengano fatti a tre mesi dalla prima dose, ma il Governo deve ora decidere se somministrarla anche ai tanti under 60 a cui è stata già inoculata la prima.

A tal proposito Locatelli ha spiegato che “essendo una raccomandazione non ci sono elementi per non considerare la somministrazione dello stesso vaccino in chi ha ricevuto la prima dose, indipendentemente dall’età“. L’Ema tra l’altro non esclude l’ipotesi di un mix tra vaccini diversi: “Non ci sono ancora dati disponibili – ha dichiarato la presidente del comitato di sicurezza Sabine Strausma l’opzione potrebbe essere efficace”. 

Da non sottovalutare infine il fattore ‘paura’. A causa delle ultime decisioni su Astrazeneca tanti italiani hanno disertato i centri vaccinali. Alla Asl Napoli 1 nella giornata di martedì ben 800 persone sulle 4mila prenotate hanno disertato la vaccinazione. Numeri che non giocano a favore di una campagna che stenta a decollare.