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Montecorvino Rovella (Sa) – Nelle s orse ore, presso la chiesa di Sant’Ambrogio alla Rienna (località Occiano), si è tenuto un incontro tecnico in merito agli esiti della campagna di scavi archeologici del 2019, con uno sguardo alle attività del 2020 ed una particolare attenzione alle procedure e alle modalità del necessario ripristino alla fruibilità dell’aula e del suo avancorpo. Il Comune rende noto che “all’incontro hanno partecipato Luigina Tomay, Direttrice del Museo Archeologico di Pontecagnano, nella sua veste di Funzionario archeologo di zona della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino; Chiara Lambert, dell’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale, in qualità di responsabile scientifico dello scavo; l’Assessore alla Cultura Stefania Quaranta; il Parroco della Chiesa dei SS. Pietro e Nicola e Santa Maria Assunta, don Emmanuel Vivo. Era presente anche Gaetano Cuomo, laureando in Archeologia degli Insediamenti tardoantichi e medievali, che ha partecipato attivamente alle campagne 2018 e 2019”.

Nello specifico: “La professoressa Lambert, a cantiere visibile e planimetria alla mano, ha illustrato il lavoro svolto nella seconda metà di luglio e tra la fine di settembre e i primi di ottobre. Nel primo periodo hanno partecipato agli scavi, oltre ad alcuni Studenti del DiSPaC dell’Università degli Studi di Salerno anche allievi, Specialisti e Dottori di Ricerca dell’Università di Birmingham.

Dal 2017, infatti, la chiesa di S. Ambrogio è oggetto di un progetto di studi internazionale denominato “At the Crossroads of Empires: the high medieval church of Sant’Ambrogio in Montecorvino Rovella”/ “Al Crocevia di Imperi; la chiesa altomedievale di Sant’Ambrogio a Montecorvino Rovella”, ideato dalla professoressa Francesca dell’Acqua, Storica dell’Arte medievale presso l’UniSA- DiSPaC, che lo coordina insieme a C. Lambert e Daniel Reynolds (Università di Birmingham). L’équipe multidisciplinare vede anche la partecipazione del Professore John Mitchell e di numerosi Studiosi italiani e stranieri, che stanno prestando le loro competenze per una migliore conoscenza e la valorizzazione di un monumento il cui straordinario valore culturale travalica i confini regionali e nazionali.

Dopo la campagna 2018, dedicata allo scavo dell’interno della chiesa – cui risultati sono stati resi noti il 3 maggio 2018, in occasione di un Convegno Scientifico interno al programma ‘Longobard Experience Reloaded’ -, le attività archeologiche di quest’anno (11-31 luglio; 17-30 settembre; 1-5 ottobre) hanno riguardato essenzialmente l’avancorpo. Qui sono state rimesse in luce parte delle strutture perimetrali ritenute coeve alla chiesa e ai dipinti absidali (fine IX sec. d. C.), alcune tombe e due poderosi contrafforti in muratura di pietre e laterizi addossati alla facciata della prima fase, tutte strutture già individuate dagli scavi della Soprintendenza agli inizi degli anni ’90 e poi reinterrate in occasione dei restauri dell’edificio, che a quella data versava in stato di grave abbandono.

L’importanza dei resti architettonici e delle sepolture, che rappresentano la prova della funzione funeraria – verosimilmente ad uso di una ristretta aristocrazia – che la chiesa di Sant’Ambrogio ebbe sin dall’inizio, è tale che si sta valutando la possibilità di lasciarle in vista, dopo un indispensabile consolidamento. Per l’interno, invece, la soluzione più consona è quella del reinterro delle modeste rilevanze rimesse in luce e della realizzazione di una nuova pavimentazione che tuttavia rispecchi le quote antiche e che metta in giusta valorizzazione quanto resta della recinzione e di un apprestamento liturgico presbiteriale, Nell’abside sarà ancora necessario rimuovere il pavimento attuale, che – come si è appurato con tre piccoli sondaggi – si sovrappone ad almeno un piano di calpestio più antico e si addossa alla zoccolatura delle pitture, il cui tratto inferiore è attualmente negato alla vista.

Oltre al proseguimento delle indagini all’esterno, allo studio dei materiali rinvenuti – pochi ma significativi (laterizi, malte, ossa umane) -, e all’elaborazione dei dati di scavo, si apre dunque la fase di progettazione del ripristino della chiesa, la cui attuazione richiederà un grande sforzo collettivo, soprattutto per la ricerca dei fondi necessari.

L’indiscusso valore storico-culturale e storico-artistico della Chiesa di Sant’Ambrogio, testimoniato dalle straordinarie pitture absidali, con la Vergine Theotokos attorniata dai quattro Santi milanesi Ambrogio, Simpliciano, Gervasio e Protasio, è ora maggiormente comprovato dal recupero delle informazioni archeologiche. Il monumento, a giusto titolo inserito tra le tappe dell’itinerario per un turismo culturale di alto profilo quale Longobard Ways across Europe, non mancherà di essere oggetto di ulteriori slanci progettuali finalizzati alla sua restituzione ad una corretta fruizione, che verranno puntualmente discussi e concordati tra la Parrocchia – Ente proprietario -, il Comune, la Soprintendenza e l’Università.

L’Amministrazione Comunale, che segue con attenta partecipazione gli sviluppi delle ricerche, e l’équipe scientifica stanno programmando per i primi di dicembre un nuovo piccolo convegno, in cui verranno illustrati alcuni risultati inediti e le prospettive di restauro e valorizzazione della Chiesa di Sant’Ambrogio”.