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Napoli – “Nella logica politicamente malata del deluchismo sanitario è evidentemente un merito avere una condanna. Il presidente della Regione afferma che non cambia nulla nel rapporto con Coscioni: suo candidato, suo dirigente sanitario, suo presidente dell’Agenas. Coscioni è l’emblema di una sanità che in Campania non è fatta per curare i cittadini ma per gestire potere ai fini clientelari”. Lo afferma il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d’Italia in Campania. “È incredibile – aggiunge – che il ministro Speranza resti a guardare anche su questa vicenda. Dopo il caso Mastursi, allontanato temporaneamente e nel tempo reintegrato nella squadra deluchiana, è il tempo di Coscioni. Alle condanne dovrebbero seguire dimissioni ma per De Luca sono acqua fresca se non addirittura un titolo di merito”.

“La condanna in appello dell’attuale Presidente Agenas, Coscioni, per violenza privata tentata e continuata, aggravata dall’abuso di potere è un fatto gravissimo che getta delle ombre pesantissime sull’amministrazione referente per l’attuazione degli interventi del PNRR cui sono destinati 7 miliardi di euro. Ed è ancora più grave la mancata presa di posizione, l’ennesima quando si tratta dei suoi uomini, del Ministro Speranza. Spero che questo silenzio sia dovuto ad approfondimenti giuridici che portino a un unico esito ossia la rimozione di Coscioni e che non sia, come sembrerebbe, un atto di obbedienza al secco e conciso “non cambia nulla” di De Luca a proposito di questa vicenda. Il Ministro Speranza, quando vuole, sa prendere decisioni forti in barba alle regioni e, all’occorrenza, commissariando un ente sano pur di eliminare il nemico. E, invece, nel caso di Coscioni, già chiacchierato per la vicenda della doppia cardiochirurgia di Salerno e per il conflitto di interessi nell’essere contemporaneamente cardiochirurgo in un ospedale campano, consigliere di De Luca per la sanità e componente del consiglio di amministrazione di Agenas, ha dato il proprio placet addirittura alla promozione dello stesso a presidente di Agenas su proposta proprio delle regioni. Questa terribile vicenda sembra, inoltre, individuare le cause di quanto da me denunciato in diverse occasioni ossia la diaspora dei dipendenti Agenas a partire dalla data di insediamento della nuova governance e il mancato rinnovo di 70 professionisti. Ad oggi sono andati via a vario titolo almeno 9 dirigenti su 14 e anche un buon numero di funzionari ha lasciato l’amministrazione. Un vero e proprio repulisti! Sarà forse che ai dipendenti Agenas sia stato riservato lo stesso trattamento dei manager campani perché non affiliati alla governance di turno? Ma è chiaro o no che i dipendenti pubblici sono servitori dello Stato e non delle figure apicali di turno? Il Ministro non prenda altro tempo e intervenga, con lo strumento giuridico più idoneo, affinché il posto di Presidente Agenas possa essere assegnato a una figura di alto profilo tecnico e umano. La sanità merita il meglio, merita professionisti competenti, all’altezza della sfida del post-pandemia e del PNRR, che non siano espressione di interessi di parte e che non abbiano scheletri nell’armadio. Il governo dei migliori non può permettersi tale vergogna”. Lo dichiara la vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Maria Rizzotti.