Sanità privata, Aiop e Cgil: “Al via le proteste per scongiurare stipula accordo”

Tempo di lettura: 2 minuti

Benevento – «Dopo 12 anni di attesa la FP CISL e la UIL FPL firmano una pre-intesa che a differenza di quanto accaduto in altre Regioni d’Italia, penalizza i lavoratori della sanità accreditata in riferimento all’una tantum. Infatti, in altre 7 Regioni in cui è stato sottoscritto un accordo di tal genere, i lavoratori della sanità accreditata hanno ricevuto importi oscillanti tra i 4.200 euro ed i 5.200 euro a seconda delle regioni». Lo scrivono in una nota il segretario generale della Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi Cosentino ed il segretario regionale Fp Cgil Campania con delega alla Sanità Privata, Marco D’Acunto, all’indomani dell’incontro nella sede dell’Aiop Campania per la discussione dell’una tantum ai 15mila lavoratori del settore.

«Solo in Campania – sostengono Garzi e D’Acuntola FP CISL e la UIL FPL possono definire “storico” un accordo che consegna l’elemosina di 1.800 euro lordi sul livello D4 (si immagini le briciole che toccheranno ai livelli più bassi) ai lavoratori che per 12 anni, in assenza di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, hanno garantito i servizi pubblici affidati al privato attraverso il sistema dell’accreditamento. Servizi che la stessa Aiop ha più volte definito una “eccellenza” costruita, però, sul costante abbassamento dei costi del lavoro anche attraverso l’utilizzo di personale ridotto in confronto alle piante organiche presentate per gli accreditamenti».

«La FP CGIL – spiegano Garzi e D’Acunto – non ha sottoscritto questa vergognosa pre-intesa ad un tavolo di trattativa che è stato riaperto solo ed esclusivamente grazie al contenzioso promosso dalla FP CGIL e rispetto al quale tantissime sono state le sentenze favorevoli in primo ed in secondo grado e rispetto alle quali alcune aziende del settore hanno già provveduto a pagare. Altro che scellerata scelta come qualcuno vorrebbe farla passare. Quello stesso qualcuno che non più tardi di quattro mesi fa comunicava ai propri associati che non avrebbe mai sottoscritto un accordo al di sotto dei 3.800 euro lordi. Evidentemente, nella fretta, aveva sbagliato a digitare la cifra iniziale sui messaggi sms».