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L’ordinanza con la quale il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha ordinato la chiusura delle scuole potrebbe essere stata una sorta di anticipazione delle scelte del governo in relazione al prossimo Dpcm. Come sappiamo la Campania è entrata da qualche giorno in zona arancione e, in conseguenza di ciò, De Luca ha optato per una sostanziale sospensione della didattica in presenza.

Di sicuro dal 6 marzo tutte le scuole saranno chiuse in zona rossa, così come ha annunciato il capo del Cts Agostino Miozzo. Su questa impostazione, in attesa dell’uscita del prossimo Dpcm – con limitazioni che avranno effetti fino a dopo Pasqua – c’è unanimità di giudizio. 

La discussione sulle scuole si è accesa invece per ciò che concerne le fasce in zona arancione e arancione rinforzato. Cosa fare in questo caso? E’ questo il nodo che divide i ministri del Governo.

Di sicuro il vertice tenutosi nella giornata di ieri ha recepito le indicazione del Cts sulla chiusura di tutti gli istituti in zona rossa e sul criterio di ulteriore chiusura, a livello locale, se si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti anche nelle regioni non rosse.

La divisione però è nata sull’idea di mettere tutti in dad anche nelle fasce arancioni, per contrastare efficacemente il pericolo delle nuove varianti. Le dichiarazioni di Speranza che ha annunciato che avremo davanti “settimane molto difficili” e l’orientamento del Cts – che potremmo definire ‘molto preoccupato’ – lasciano ipotizzare che alla fine il Presidente del Consiglio opterà per una scelta in senso restrittivo. 

In ogni caso la decisione dovrebbe arrivare entro la giornata di oggi, con Draghi che apporrà la firma al suo primo Dpcm.

La cabina di regia si aggiorna a partire dalle 9.30 e ci sarà un nuovo passaggio con le Regioni prima della promulgazione definitiva.