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Napoli – A luglio di quest’anno la Corte di Assise di Napoli lo ha condannato all’ergastolo ritenendolo uno dei killer che nel 1996 uccisero fuori dal carcere di Secodigliano a Napoli Gennaro De Roberto. Ma era a piede libero perché quando fu arrestato nel maggio del 2017 dopo un rocambolesco inseguimento, Gennaro Trambarulo fu scarcerato dal Riesame. Ogni volta però che c’era l’udienza si allontanava da Napoli e ritornava solo dopo qualche giorno pronto a darsi alla latitanza.

Trambarulo, che è uno dei boss più influenti di Napoli, affiliato ai Mallardo e componente dell’Alleanza di Secondigliano che racchiude i Licciardi, i Contini e i Bosti, è stato arrestato dai carabinieri di Castello di Cisterna con la convivente Carmela Pellegrini. Il reato è quello di usura aggravata. Nel 2002 prestarono soldi a due imprenditori.

In un caso 250mila euro e nell’altro 500mila, ma nonostante le cifre fossero state saldate poco dopo gli inprenditori hanno dovuto continuare a pagare rate anche da 2 mila euro ogni 15 giorni per gli interessi superiori al 50 per cento del limite soglia, per 15 lunghi anni. Poi la denuncia e il racconto delle vessazioni e frustrazioni psicologiche subite dai conviventi fino ad arrivare al fermo di tre giorni che ieri è stato convalidato dal gip.