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Cetara (Sa) – Inaspettato, forte, profondo. Il legame tra Cetara e l’Algeria è una (ri)scoperta che – disegnando il passato – aiuta meglio a comprendere radici, sviluppo ed evoluzioni del popolo di pescatori più famoso del Mediterraneo.

Il sindaco Fortunato Della Monica, indossata la fascia tricolore delle occasioni solenni, spiega: “Abbiamo accolto con tanta emozione l’Ambasciatore algerino Ahmed Boutache. Una cerimonia commovente che si iscrive nel solco di un passato che ci unisce. Questo incontro sarà un valido motivo per avviare un percorso culturale volto a rafforzare la storia che lega Cetara all’Algeria. L’anello mancante di una migrazione che ha costruito l’identità di un popolo che, oggi, abbiamo ancora il tempo di raccontare ed il dovere di trasferire alle future generazioni. Cetara è un esempio significativo, a livello mondiale, per quanto riguarda gli studi delle migrazioni. I cetaresi ne hanno disegnato una geografia che ha messo in contatto le varie sponde del Mediterraneo: si sono mossi dal proprio borgo, tuttavia, non dimenticando mai il punto di origine e le loro radici, per valorizzare il luogo in cui si sono stabilizzati in un periodo di tempo, trasferendo i loro saperi e la loro imprenditorialità.

Pensate che anche le donne in Algeria contribuivano alla lavorazione del pesce. Nel 1907 fu istituito un servizio di navigazione con il vapore ‘Mauritania’ che collegava il porto di Cetara con il porto di Algeri che si mostrò sempre accogliente nei confronti dei cetaresi, grazie alla loro esperienza nella pesca, la risorsa primaria che contribuì alla loro inclusione.

Abbiamo sentito l’esigenza di raccogliere in un breve ma intenso documentario varie testimonianze per dar voce alla nostra storia. Grazie ai tanti cultori della storia locale abbiamo raccolto prove, foto, lettere che danno un valore aggiunto al nostro filmato, facendone una storia che resti impressa nella memoria”.